venerdì 31 gennaio 2014

Precisazione sull'articolo comparso sul GdG del 25 Gennaio 2014

Giunge la precisazione da parte del Commissario della Polizia Locale, Dott. Salvatore Di Paola, a proposito dell'articolo comparso il 25 gennaio sul Gazzettino di Giarre "E a Giarre, oltre le bollette, vanno di moda anche le multe pazze?" - Utenti che pagano la multa anche delle strisce blu si vedono recapitare dal Comune una nuova richiesta di pagamento. Ancora ombre sulla macchina amministrativa?

"Con riferimento all'articolo in oggetto e specificatamente al verbale che compare nello stesso, desidero informarTi che la relativa notifica risulta correttamente effettuata nei termini previsti. Trattasi infatti di seconda rinotificazione effettuata, sulla base della documentazione prodotta dal primo destinatario, a soggetto obbligato con una nuova decorrenza che parte dalla data in cui la P.A. è posta in grado di provvedere all'identificazione. Tutto ciò ai sensi dell'art. 201 C.D.S. E Art. 386 C.1 D.P.R. 495/1992. In pratica allorquando viene notificato un verbale ad un soggetto che dimostri, successivamente, che il veicolo oggetto dell'accertamento non è più di sua proprietà o che trattasi di veicolo a noleggio o per altra causa, sulla base della documentazione prodotta viene effettuata una nuova notificazione ed i termini ripartono dalla data di protocollo della suddetta documentazione. Capita spesso per esempio che un veicolo viene venduto ma il passaggio di proprietà non viene registrato alla MCTC e, pertanto, la Legge prevede per questi casi una necessaria deroga ai termini di notifica. Perfino il Giudice di Pace di Giarre ha rigettato i ricorsi presentati afferenti la questione (Vedi per esempio la sentenza 295/09 o 744/09 tanto per citarne qualcuna). Quanto sopra, se osservi bene, risulta correttamente riportato anche in seno al verbale notificato ma, come sempre, nessuno lo legge a partire dal diretto interessato ovvero il destinatario del verbale".

L'articolo in questione è presente anche all'interno del blog al seguente link:

"E a Giarre, oltre le bollette, vanno di moda anche le multe pazze?"

lunedì 27 gennaio 2014

"E a Giarre, oltre le bollette, vanno di moda anche le multe pazze?"

Utenti che pagano la multa anche delle strisce blu si vedono recapitare dal Comune una nuova richiesta di pagamento. Ancora ombre sulla macchina amministrativa?

L'avviso ricevuto da un utente di Belpasso
Correva l’anno 2012 ed i cittadini Giarresi si trovarono nelle proprie buche delle lettere le bollette del Comune di Giarre relative all’Imposta Comunale sugli Immobili (ICI) per l’anno 2007. Alcune di esse risultarono “pazze” cioè emesse nuovamente nonostante il comune avesse incassato le somme dovute dai contribuenti; tante polemiche e tante file di utenti che, sul finale di quell’anno, dovettero presentare la ricevuta dell’avvenuto pagamento ai funzionari del comune. A chi, dopo cinque anni aveva  smarrito la ricevuta gli fu comunque concesso di fare le verifiche con quanto risultava negli archivi del comune di Giarre. Le motivazioni di quella errata emissione furono diverse, tra cui l’adozione, negli uffici del comune, di un nuovo software gestionale che non aveva in archivio tutti i dati presenti nel vecchio gestionale; ci fu pure chi, con malizia, pensò alla pratica dei “residui passivi”: ossia l’emissione di “tendenziose” fatture al fine di creare un ricavo fittizio iscritto in bilancio che potesse equilibrare i conti dell’ente per evitarne  il dissesto. In ogni caso l’ente spedì le bollette inviandole tramite Posta Italiane  con costi di invio a carico del cittadino ricevente (che pagava solo nell’ipotesi in cui il cittadino risultasse realmente debitore). Ma quante di queste bollette furono poi realmente riscosse dall’ente? quale il vantaggio tratto con questa attività? quanti di questi crediti oggi esigibili diventeranno o sono già palesemente inesigibili? ciò non è dato saperlo ai comuni mortali. Fatto sta che la stessa identica situazione si sta verificando in questo periodo a proposito dell’ICI del 2008 e della TARSU 2012; le motivazioni stavolta sono diverse e non sempre comprensibili. Un altro caso, tuttavia, che si ripete ormai da tempo, ma che conoscono solo chi è stata vittima, riguarda le contravvenzioni elevate dalla polizia locale e dagli ausiliari del traffico per infrazioni del codice della strada, che riguardano anche gli utenti multati a causa delle strisce blu. Succede infatti che i multati, nonostante effettuino regolare pagamento, si vedono recapitare a casa una Raccomandata inviata dal Comando della Polizia Locale con il quale gli viene intimato nuovamente il pagamento della multa. La situazione è particolarmente gravosa per gli utenti che si vedono elevare la multa per colpa delle “strisce blu” perché oltre a dover pagare al Comune di Giarre la somma di 39,00€ o di 24,00€ (a seconda della tipologia di reato contestato), devono inoltre pagare la tariffa evasa di 7,70€ alla Giarre Parcheggi. Se poi ricevono la raccomandata da parte dell’ente Comunale, che chiede nuovamente il pagamento della multa, l’utente vive oltre al danno, la beffa. perché deve comunque dimostrare al Comando della polizia Locale la ricevuta del pagamento. Pensiamo al fatto che gli utenti malcapitati siano anche provenienti da fuori. Devono tornare a Giarre per esibire la ricevuta di pagamento? Si, anche se possono mostrarla anche a mezzo posta elettronica (sebbene l’avviso sia sprovvisto di numero telefonico e di indirizzo e-mail). Altro aspetto: l’invio a tappeto delle raccomandate rappresenta un ulteriore costo a carico della collettività (cioè lo paghiamo noi) poiché anche in questo caso tale costo non è comprensivo nell’appalto delle poste private (per il quale l’ente paga già circa 60.000 € l’anno). A proposito ne parliamo con il Commissario della Polizia Locale, al quale chiediamo: “Quali sono le ragioni per cui il Comune di Giarre chiede il pagamento delle multe nonostante siano state già pagate?”.  “Si premette che l’art. 38  della Legge 120/2010 – ci dice il Dott. Salvo Di Paola – ha accorciato  i tempi per la notifica della cosiddetta “multa”. Prima l’organo di Polizia aveva 150 giorni a disposizione dall’accertamento dell’infrazione per recapitare il verbale. A partire invece dal 14 luglio 2010  i giorni per la notifica sono stati dimezzati scendendo a 90 giorni. Ciò premesso, è ormai noto che, per i verbali, le notifiche al domicilio sono valide solo se effettuate dal servizio postale “tradizionale”. Le complesse formalità previste dalla legge n. 890/1982 costituiscano una attribuzione esclusiva degli uffici postali. Questa Polizia Municipale perciò si avvale all’uopo del servizio SIN per la notifica delle violazioni al Codice della Strada. Attraverso un protocollo di scambio sicuro, Poste Italiane riceve in formato digitale le comunicazioni da spedire, che vengono stampate e postalizzate. I relativi file vengono periodicamente trasmessi con congruo anticipo rispetto alla data di scadenza per permetterne la lavorazione. Allorquando – continua Di Paola – l’utente provvede al pagamento della sanzione dopo i 15 giorni indicati nell’avviso, la relativa ricevuta perviene all’ufficio certamente dopo la spedizione telematica del relativo verbale. Si aggiunga poi che molte ricevute presentano nella causale solo la motivazione “verbale” senza nessun indizio che permetta di risalire all’avviso connesso (targa, numero accertamento, ecc.) oppure, per mero errore, vengono versate su un CCP diverso (Giarre Parcheggi) o addirittura al Comune di Catania nel caso di pagamento presso tabaccherie e bar abilitati. In altri casi lotti di pagamento pervengono in data successiva al confezionamento telematico dei verbali per la spedizione in considerazione dell’accorciamento dei tempi perentori di notifica dettate dalla già citata Legge 120/2010. In ogni caso l’utente che ha regolarmente provveduto al pagamento nei termini non è mai stato costretto a corrispondere anche le spese di notifica semplicemente esibendo la relativa ricevuta”Quanto detto dal competente Commissario Di Paola ci porta a pensare che l’utente che provvede al pagamento entro 5 giorni, non solo può risparmiare il 30% della somma dovuta secondo quanto previsto dal recente provvedimento del governo (D.L. 21 giugno 2013 n°69 convertito in legge) ma potrebbe perfino evitare la ricezione dell’avviso. Eppure è accaduto il caso di un utente che si è visto elevare la multa per il mancato rinnovo del tagliando e che, pur avendo pagato la multa a mezzo bonifico bancario entro 4 giorni direttamente presso la banca che svolge il servizio di tesoreria del Comune, indicando targa e numero di verbale nella causale, si è visto raggiungere, peraltro fuori dai termini di legge (oltre 180 giorni), dall’avviso del Comune di Giarre ed è stato “costretto” a dimostrare l’avvenuto pagamento. Vogliamo augurarci che il ricevimento di questo avviso rappresenti una sfortunata eccezione a quanto sopra dichiarato dal Commissario interpellato. E’ evidente inoltre che qualche soluzione bisognerà pur trovarla poiché nasce il dubbio nel rapporto tra costi sostenuti dall’ente per l’invio dei verbali ed i benefici legati a tale attività, senza considerare che la tale avviso implichi, oltre ad un disservizio per l’utente, un costo anche in termini di tempo per chi deve trasmettere i dati per l’emissione dell’avviso. Ulteriore conseguenza è quella che il tempo impiegato per tale operazione potrebbe essere utilizzato per offrire altra utilità alla collettività. La soluzione certamente potrebbe arrivare dal miglioramento della comunicazione tra la banca che riceve il pagamento e l’ente che deve accertare il pagamento e che, per questo motivo, deve avere visione in tempi più ristretti rispetto al passato, nella causale del bonifico, del numero di targa e del numero di verbale. Siamo certi che oggi esistono i mezzi per farlo. L’obiettivo, nel prossimo futuro, è tornare sull’argomento e cercare la disponibilità alla soluzione sia da chi ha responsabilità amministrativa, sia da chi ha quella politica. Sarebbe piacevole, oltre che opportuno, per il bene della collettività, che anche per questo argomento possa il nostro Sindaco esclamare: “Io l’ho fatto!”.

Castorina Armando

sabato 14 dicembre 2013

Raccolta differenziata: un miraggio?

Con il raddoppio del canone dell’acqua diventa indispensabile ridurre i costi per i servizi al cittadino

Il Duomo di Giarre in una chiave ironica. A cura di M. Raciti (2009)

In questi giorni a Giarre si fa un gran parlare a proposito delle bollette dell’acqua ed il cui raddoppio è palesemente figlia di una distratta amministrazione della cosa pubblica. Tralasciando tutte le dinamiche interne che hanno prodotto tale spropositato incremento, nonché le vicende giudiziarie che vedono l’ex primo cittadino chiamato in causa, argomento principe diventa quello di  ridurre l’ammontare dei tributi locali, che pesano come un macigno sulla testa dei cittadini e delle imprese, attraverso la riduzione della spesa dell’ente e dei costi di alcuni servizi erogati al cittadino come quello della raccolta dei rifiuti. Sull'argomento, mentre dal punto di vista amministrativo lo scorso 31 ottobre sono stati attivati sulla carta gli SRR che, al posto delle ATO, si occuperanno della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti attraverso gli ARO (Ambito di Raccolta Ottimale), dal quello pratico ancora ad oggi non si parla di raccolta differenziata che consentirebbe di abbattere notevolmente i costi anche per il cittadino. A tal proposito, ne abbiamo parlato con l’Architetto Salvo Patané, Vice Sindaco ed assessore con delega all’ecologia al quale abbiamo chiesto quando verrà avviata la differenziata: “dopo la costituzione dell’ARO, coincidente con il territorio comunale - ci spiega il vice Sindaco - sarà possibile indire una nuova gara d’appalto che prevede ovviamente la raccolta differenziata. Abbiamo elaborato con risorse interne all’Ente senza fare ricorso a figure professionali esterne (e con un risparmio medio tra 8/12 mila Euro), un Piano che il funzionario esaminatore nel corso di un mio recente incontro a Palermo ha definito “ottimo”. A giorni attendiamo l’approvazione. Il contraente del nuovo servizio, avrà davanti un Piano che prevede il ‘porta a porta’ nelle aree centrali della città con una tipologia abitativa che consente d’individuare ad ogni porta un utente, e con ecopunti per le aree di espansione con edilizia plurifamiliare e condominiale. La raccolta differenziata la avvieremo con il nuovo appalto. Prevediamo tra gennaio e febbraio 2014”. A Giarre, quindi l’ARO coincide con il territorio comunale. Come mai la Giunta Comunale, nella fase di costituzione non ha cercato sinergie con gli altri comuni limitrofi per ottimizzare i costi del servizio? L’assessore a riguardo ci spiega: “La scelta di camminare da soli, ci è sembrata la migliore dal punto di vista del rapporto territoriale anche in relazione al costo del servizio che in questi mesi siamo già riusciti a ridurre. Altra cosa è invece l’accesso alle piattaforme per la lavorazione e il conferimento del differenziato (in primo luogo vetro, plastica, alluminio e carta), dove le economie di scala dovrebbero essere al centro delle attenzioni delle SRR. L’obiettivo è quello di mettere in moto un’economia basata sul trattamento e la vendita ai vari Consorzi nazionali di filiera del differenziato. Secondo stime di esperti, a pieno regime potrebbero svilupparsi in regime imprenditoriale e/o cooperativistico, parecchie opportunità di lavoro”. Un beneficio per la collettività potrebbe arrivare anche dalla raccolta del cartone depositato giornalmente dalle imprese commerciali e prelevate, da diverso tempo, da persone non autorizzate. In merito Patanè ci riferisce: “L’ATO ha sempre lamentato un danno di parecchie decine di migliaia di euro all’anno per la raccolta “abusiva” di carta e cartone da parte di soggetti non autorizzati. E’ vero; si consideri però che ciò ha impedito il formarsi di discariche incontrollate presso i negozi della città e nei punti nevralgici in corrispondenza delle attività commerciali che con la qualità del servizio che abbiamo conosciuto, non era facile evitare. Con il nuovo capitolato tutto cambierà e la Ditta incaricata prenderà accordi con la filiera commerciale per il ritiro negli orari che si dovranno concordare”. E a riguardo i costi sostenuti dall'ente per il servizio, con la raccolta differenziata si dovrebbero ottenere dei risparmi che potrebbero essere rigirati agli utenti. A quanto ammonterebbe tale risparmio ipotizzando il raggiungimento di una differenzazione superiore al 50%? “A regime stimiamo un risparmio di circa un milione di Euro su base annua. L’entità dipenderà da molti fattori: dai criteri di efficienza e di puntualità con i quali sarà espletato il servizio, dai comportamenti dei singoli nel rispetto degli orari di conferimento e dallo sviluppo di una coscienza ambientale che vede nei Centri di Raccolta Comunali (CCR) e in quelli di riuso, il vero motore della raccolta differenziata”. Purtroppo la questione dei rifiuti a Giarre è sempre stata assai complessa. A proposito dell’isola ecologiche un articolo, comparso quale settimana fa su questa testata, comunicava la scelta dell’ex discarica di Sciara come luogo individuato  dalla Giunta Comunale per la realizzazione dell’isola ecologica. Tale luogo era stato individuato perché prevedeva un iter più breve rispetto al progetto di isola a Treppunti presumibilmente arenato, sin dal  2010 negli uffici della Regione per la Valutazione Strategico Ambientale (VAS). Tuttavia anche le procedure per la realizzazione dell’isola ecologica a Sciara sembrano complesse, tant'è che l’area è soggetta a bonifica; ma prima della bonifica occorrerebbe il finanziamento per la fase di “caratterizzazione” ossia l’analisi dei materiali scaricati negli scorsi anni all'interno dell’area a cui farebbe seguito la fase di “bonifica” vera a propria. A riguardo, il nodo consiste nel fatto che, sebbene la regione sia disponibile a concedere il finziamento, tale non è possibile erogarlo se prima il Comune di Giarre non chiude la fase di messa in sicurezza “formalmente” chiusa nel 2010 ma le cui carte sembrano rimaste inspiegabilmente presso l’ufficio tecnico del nostro comune. Quali le motivazioni per cui tale incartamento non è stato trasmesso? Anche questo vedremo di chiarirlo nelle prossime settimane. 

Armando Castorina

sabato 7 dicembre 2013

"L'Europa deprime la nostra economia! "

"Poteri occulti (ma non troppo) ci ‘guidano’ verso il disastro”

Paolo Barnard durante la conferenza (foto Dario Leotta)
La scorsa domenica 1 dicembre, Paolo Barnard, saggista, giornalista d'inchiesta e conduttore della trasmissione televisiva Report, ha tenuto presso l'aula Magna dell'ITIS Fermi di Giarre una conferenza dal titolo "È un economicidio - Il disastro dell'eurozona e come uscirne" basato sul libro  scaricabile gratuitamente su internet dal titolo “Il più grande crimine”, l’inchiesta, scritta in stile narrativo affinché sia leggibile a tutti pur mantenendo il rigore scientifico grazie alla consulenza di dodici economisti di fama internazionale. Durante il convegno, organizzato dai giarresi Salvatore Lorenzo Patané e Massimo Randazzo con il supporto del coordinamento regionale ME-MMT, sono state esplicitate alcune teorie e scenari, in seno alle scelte politiche attuate in Europa negli ultimi 80 anni volte a garantire il ritorno del potere economico che era detenuto da poche famiglie prima della nascita degli stati moderni. Affinché ciò potesse avvenire si è intervenuto su due aspetti. Il primo rappresentato dalla ideologia: occorreva contrastare e sostituire le idee dei pensatori dell'epoca che evidenziava l’importanza della funzione dello stato come produttore e distributore di ricchezza attraverso la moneta ed in contrasto con chi desiderava il controllo da parte di poche persone. Inoltre si sottolineava l'importanza della finanza funzionale, ossia quella volta a favorire la collettività. I gruppi di potere si mossero per cancellare questa ideologia attraverso il "piano di contiguità" ossia l'intervento nei luoghi in  cui si formava la classe dirigente: ovvero la nascita di entità come le fondazioni, di fatto contigui all'istruzione universitario. Ecco, allora, nascere la neoeconomia, ovvero la riscoperta dell'economia dell'età classica volta a contrastare la centralità dello stato e far si che le banche siano lasciate libere! La neoeconomia tende a formare cittadini apatici, relegandoli al ruolo di semplice consumatore nel periodo in cui è importante consumare e, viceversa, a contenere i consumi nei periodi in cui interessa ridurli. Il secondo intervento è rappresentato invece dalla nascita della 'balla' della comunità europea. Tutto  inizia nel 1957, anno in cui si cerca di gettare le basi per la costituzione per di una confederazione di stati Europei con la scusa di contrastare la nascita di nuovi conflitti per ragioni economiche. Ne segue il percorso che noi tutti più o meno conosciamo e che ha portato alla creazione della moneta unica. Ne è la dimostrazione anche la presenza nella commissione europea di 254 lobby di potere di appena 54 rappresentanti europei eletti dal popolo. In seno alle commissioni nascono i trattati che hanno sovranità rispetto alle leggi nazionali. “Sono certo che nessun politico italiano che ha firmato i trattati anche di 2000 pagine – dice testualmente Barnard -  abbia mai letto il contenuto. I trattati sono spaventosi e dicono che la spesa dello stato deve essere ingabbiata”. Ad esempio nel 1992, il trattato di Maastricht determinò la nascita della moneta unica, la moneta capace di stare al di sopra di tutte le altre monete; successivamente uno dei trattati stabilì che la spesa dello stato non deve essere superiore al 3% del P.I.L. (prodotto interno lordo, ossia di ciò che è in grado di produrre la nostra nazione). Nel 2013 entrò in vigore il "fiscal compact" con l'obiettivo di ingabbiare lo stato nella capacità di legiferare nelle politiche di bilancio. Insomma una serie di trattati hanno fatto si che si traducesse in legge la loro ideologia. Nella visione dei pensatori contrastati dalle famiglia in cerca del controllo del potere attraverso la finanza, lo stato deve mantenere la centralità nella politica di crescita e sviluppo della nazione poiché lo stato ha anche la funzione di creare liquidità attraverso la spesa: lo stato crea moneta ed immette liquidità all'interno dei propri confini per offrire al cittadino e alle imprese di creare ricchezza e poi la sottrae ai cittadino attraverso l'esazione delle tasse; il percorso secondo il quale lo stato tassa per poi dare i servizi non è corretto: prima lo stato distribuisce e poi raccoglie. Lo stato efficiente emette moneta in una quantità superiore all’ammontare delle tasse riscosse, con l'obiettivo, in prima istanza e per un periodo limitato, di creare infrastrutture. Per periodo limitato si intende, il tempo necessario per raggiungere la massima occupazione possibile al fine di evitare spinte inflazionistiche. I trattati come quello del "fiscal compact' invece permettono allo stato anche di prelevare una quantità superiore di tasse rispetto a quanto erogato, così come accaduto nel 1992, quando lo stato realizzò il pareggio di bilancio. Il pareggio di bilancio è nel contempo diventato principio costituzionale in Spagna ed in altri pesi membri dell’eurozona. In situazioni del genere i cittadini per finanziare le proprie attività, anche economiche, sono costretti a ricorrere alle banche per chiedere prestiti o intaccare i loro risparmi. Da qui si può dedurre che il deficit è la ricchezza dei cittadini: in tal senso il 'regime' iniziò a parlare di debito pubblico e non più di debito dello stato, ovviamente per far cambiare, agli occhi del cittadino, la visione nei confronti del debito: non un’opportunità per creare ricchezza ma un peso da contrastare. “Una spesa possibile pari al 3% del P.I.L.  ci rende deboli, incapaci di creare ricchezza, contrastare la crisi proveniente da fuori. Lo stato deve esercitare una politica economica e non una politica monetaria”. Cosa fare allora? Secondo Bernard occorre creare un comitato di liberazione nazionale e fare una denuncia all’ONU. Se necessario, la disobbedienza fiscale, può essere un’arma da impiegare. La BCE deve tornare a farsi esclusivamente garante del debito degli stati membri e non esercitare funzione di politica monetaria. L'Italia non è malato terminale, sono i dati sul risparmio e sulla ricchezza netto sono a dirlo e non è ancora soggetta alla sudditanza come nel caso della Grecia. La nozioni espresse da Bernard in definitiva sono da ritenersi estremamente interessanti poiché sono una chiave di lettura delle dinamiche socio-economiche nonché delle scelte politiche attuate dalla nostra classe politica. Di certo se quanto dimostrato avesse davvero un fondamento, ben difficile sarebbe creare una massa critica capace di arginare o sovvertire il piano ordito da questo “potere occulto” che porterebbe, le future generazione, ad essere artefici di un destino sempre “più controllato”.

Armando Castorina

sabato 30 novembre 2013

“E’ l’ora di svegliarsi!”

L’accorato appello del Presidente Confcommercio Armando Cutuli durante l’assemblea pubblica

Il Presidente Cutuli parla alla sala
“Giarre Sveglia!”, questo il messaggio chiaro ed univoco che emerge tra tutti, lanciato da Armando Cutuli, neo presidente della delegazione giarrese di Confcommercio,  durante l’assemblea generale pubblica dei soci  che si è svolta lo scorso 27 novembre presso la sala Messina. All’incontro, moderato dal giornalista Mario Pafumi, presenti il Sindaco di Giarre e di Riposto, rappresentanti delle forze dell’ordine, delle associazioni di categoria, della società civile e del mondo del volontariato, delle parrocchie; presenti anche i gruppi politici e tutti quei soggetti che operano sul territorio, comprese le banche oggetto, già nei giorni scorsi, di una dura accusa, da parte di Cutuli, perché responsabili di abbandonare la città di Giarre a favore di altri territori. L’invito a svegliarsi, rivolto da Armando Cutuli, uomo pragmatico, esperto del commercio, già presidente di Confcommercio negli anni 80 e negli anni 90, è stato rivolto a tutti i presenti senza nessuna esclusione perché Giarre rischia il declino socio economico e necessita dell’assunzione di responsabilità da parte di tutti, ognuno per il ruolo ricoperto. Dopo la presentazione dei componenti del direttivo, l’apertura dell’assemblea viene offerta ai due Sindaci e al vice direttore di Confcommercio Catania  Francesco Sorbello; a seguire, tocca all’attore Alfio Zappalà l’interpretazione di un passo di Antonio Gramsci tratto da “odio gli indifferenti”, appositamente scelto perché parla della negligenza della classe politica e dell’apatia dei cittadini che non si interessano della cosa pubblica. A proposito della negligenza della politica Armando Cutuli, dopo i ringraziamenti, lancia una stilettata a tutti i rappresentanti politici, a vari livelli, sudditi di forti potentati, incapaci di gestire le sorti di una Nazione, “di dare delle risposte alla gente che sta morendo di fame e con una Caritas in difficoltà che deve sempre più rispondere all'aumentato numero di poveri”; “politici  che hanno permesso che la nostra nazione entrasse in Europa, nonostante l’enorme divario tra nord e sud; l’ingresso dall’estero di prodotti coltivati a livello locale; che hanno consentito in maniera sproporzionata l’apertura dei centri commerciali. In Sicilia Orientale, in particolare, la misura si è persa: quando apre un centro commerciale, lo fa utilizzando agevolazioni che sono risorse della collettività”. “Le aperture provocano di fatto la chiusura delle attività commerciali nei centri cittadini con la conseguente perdita di posti di lavoro, l’impoverimento delle città e dei cittadini, l’aumento del disagio sociale e degli atti criminosi,  l’impennata dei problemi legati alla sicurezza”. Cutuli non risparmia neppure critiche nei confronti dei sindacati che “hanno permesso tutto ciò, ben consapevoli che i centri commerciali creano una falsa occupazione”. Ammmonisce pure le associazioni che dovrebbero proporre iniziative e che non sempre sono capaci di diffondere una cultura qualificata e qualificante. Poi riferendosi all’attività della passata amministrazione locale,  l’ha definita “vergognosa” in quanto “incapace di proteggere il territorio: ci hanno tolto l’ospedale, lo sportello dell’agenzia riscossione tributi l’hanno ridotto in un semplice sportello informazioni; ci hanno tolto il tribunale e l’agenzia delle entrate”. Da qui le accuse del Presidente di Confcommercio iniziano ad apparire come delle proposte e  rivolgendosi agli attuali amministratori di Giarre e Riposto ha detto: “Trovo stupida la divisione di Giarre e Riposto, due centri che contano assieme oltre 42.000 abitanti  e che da anni sono geograficamente uniti. Senza la divisione non avremmo perso i servizi” e poi, riferendosi ai nascenti consorzi dei comuni che sostituiranno le Province, “grande opportunità è rappresentata dal nascente consorzio denominato ‘Jonia-Taormina-Etna’  perché il nostro comune deve essere il comune capofila e ciò ci permetterà di avere numerosi benefici tra cui quella di riacquisire quei servizi che ci sono sottratti e la centralità che mano mano il nostro territorio sta perdendo”. E poi, parlando ancora delle potenzialità del nostro territorio: “Viviamo in zone fertili, abbiamo tante possibilità di sviluppo e non lo sappiamo. Dobbiamo ripartire anche dai prodotti della terra, anche con la creazione appositi consorzi di tutela  e la valorizzazione dei prodotti come le arance e le patate. Le patate di Giarre sono conosciute e vendute con tale denominazione. Dobbiamo inoltre puntare sul turismo, per la nostra posizione geografica e le risorse da sfruttare come l’Etna, lo stile Liberty dei nostri edifici; abbiamo le edicole votive. Dov’è la Pro Loco? Giarre può diventare un centro dell’arte moderna, un centro della cultura e dell’istruzione musicale” Il Presidente infine, rivolgendosi ai propri colleghi fa un appello ai colleghi commercianti invitando a innovare le proprie aziende, ad essere più disponibili nei confronti della clientela e a migliorare nella comunicazione. 
La gremita sala Messina 
Prima della chiusura dell’assemblea uno spazio viene riservato ai presenti; parlano i presidenti delle associazioni che si rendono disponibili ad instaurare un confronto con Confcommercio per contribuire al rilancio del territorio; parla il presidente della Pro Loco-consigliere comunale, raccontando della propria esperienza con gruppi di turisti che porta a visitare le bellezze del nostro territorio, parlano i commercianti che ammoniscono i propri concittadini che preferiscono i centri commerciali ai negozi della propria città, ammoniscono pure i colleghi commercianti nella scelta della classe polica e di non accogliere la propria clientela. Chiude l’incontro il Presidente Cutuli con una battuta che sembra riassumere la direzione della propria presidenza e a testimonianza del ruolo sociale che l’associazione vorrà ancora avere:  “Se la città funziona, funziona il commercio; se il commercio cresce, il commercio dà occupazione ed in tempi brevi”. Grandi aspettative, dunque, sono legate al ruolo di coordinamento che l’associazione dei commercianti potrebbe assumere nei prossimi mesi. Il nuovo direttivo dopo i primi passi di questi giorni, prepara le iniziative in vista delle festività di Natale.

Armando Castorina

martedì 26 novembre 2013

Confcommercio si è armata

Il Presidente Cutuli: “Saremo aggressivi e determinati nel chiedere ed attuare iniziative a favore della città”

Il nuovo direttivo Confcommercio al completo
Dopo otto mesi di vacatio, è stato eletto Armando Cutuli presidente della delegazione giarrese di Confcommercio. L’elezione, nella più importante associazione di categoria che raggruppa le attività commerciali, è arrivata dopo la votazione a maggioranza  di un importante numero di associati. All’assemblea hanno presenziato Francesco Sorbello, vice direttore provinciale di Confcommercio Catania e Mario Russo,  presidente di Concommercio Acireale e componente della Giunta provinciale; entrambi  hanno sottolineato quanto sia importante, per gli imprenditori, camminare assieme soprattutto nei momenti di difficoltà ed hanno evidenziato le sofferenze del comparto commerciale oltre all’importanza e del commercio nella città proponendo agli uditori di  immaginare una comunità senza i negozi. Assieme al presidente è stato eletto anche il direttivo che è cosi composto: Francesco Candido, Salvo Cantarella, Armando Castorina, Gaetano Finocchiaro, Salvo Lizzio, Lucia Pennisi, Orazio Puglisi, Alessandra Raciti.
 Cutuli, titolare del negozio nel centro storico, che è già stato presidente Confcommercio tra la fine degli anni 80 e l’inizio dei 90 e nel periodo a cavallo del 2000, intende svolgere un’azione di sindacato con la finalità di ridare centralità a Giarre rispetto all’hinterland riportando i servizi, come ad esempio la sanità, la giustizia, la riscossione dei tributi di cui la cittadina è stata negli ultimi anni spogliata dall’incapacità e l’indifferenza della classe politca: “Giarre e Riposto sono  il centro di un vasto hinterland – ci dice il neo presidente - e come tale deve offrire servizi fondamentali per il cittadino. Non è un caso che parlo di entrambi i comuni: la mia azione, assieme a quella del direttivo, sarà anche mirata all’unificazione dei due centri che sono geograficamente uniti e complementari per peculiarità ed offerta anche turistica. Sono ben consapevole che alcuni servizi che la nostra comunità ha perso sarà difficile riottenerli ma noi lotteremmo con determinazione per riprenderceli. Come nella foto che abbiamo realizzato non appena eletti, siamo metaforicamente armati fino ai denti, saremo aggressivi nella nostra azione, ovviamente nel rispetto delle regole e dei ruoli. Attraverso queste azioni, riportando Giarre al centro degli interessi, certamente il commercio ne avrà indirettamente un grande beneficio”. “Ovviamente le nostre azioni saranno rivolte anche al commercio e alla sua evoluzione; rispetto al passato è cambiato il rapporto con la clientela e lavoreremo per rendere i negozi più accoglienti”. Cutuli annuncia inoltre un’importante ed imminente incontro “che sarà organizzato dalla nostra associazione dove chiederemo la partecipazione ai nostri soci, alle forze dell’ordine, agli amministratori comunali, ai gruppi politici, alle associazioni socio-culturali, alle altre associazioni di categoria e a tutti quei soggetti pubblici e privati che operano per e sul nostro territorio. Con loro faremo il punto della situazione e chiederò la collaborazione per svolgere tutte quelle attività necessarie per ridare lustro a questa città che merita e che ha ancora grosse potenzialità inespresse. Sottolineo inoltre l’importanza del nascente consorzio dei comuni che sta sorgendo nel migliore dei modi, ossia attraverso la spontanea volontà di aggregazione dei sindaci delle realtà territoriali delle province di Catania e Messina  che guardano al consorzio come una grande opportunità”. A riguardo, infine, l’imminente arrivo delle festività natalizie “sebbene il nostro insediamento  arriva solo a ridosso delle feste, faremo il possibile per offrire agli acquirenti e alla cittadinanza una città accogliente. Prevediamo anche di realizzare un mercatino di natale nelle vie contigue del centro storico, sicuramente più adatte per creare scenari di una suggestiva atmosfera di festa”.


Armando Castorina

venerdì 15 novembre 2013

Il nuovo direttivo si sta Armando!

Confcommercio pronta ad eleggere il nuovo presidente che guiderà le speranze di rilancio del commercio Giarrese!

Armando Cutuli. Il futuro presidente di Confcommercio?
Dopo diversi mesi di vacatio l’associazione Confcommercio eleggerà, lunedì 18 novembre, il  presidente ed il direttivo della più importante sigla sindacale del territorio che rappresenta le attività commerciali di Giarre. La sua elezione arriverà dopo le dimissioni del presidente Gaetano Bonanno e l’autosospensione del presidente Armando Castorina, entrambi allontanatisi dall’associazione di via Tommaso Cannizzaro dopo la loro immissione in percorsi politici in occasione delle recenti elezioni amministrative. L’assenza di un presidente e di un direttivo si è avvertita tant’è che in diverse occasioni, vari soggetti pubblici e privati, amministrazione comunale compresa, hanno cercato un confronto con l’associazione per discutere di proposte e prospettive per il territorio ma in tutte le occasioni hanno trovato la partecipazione del funzionario incaricato o del commissario facente funzioni: è mancato di fatto la figura decisionale e rappresentativa della volontà della base associativa. Il nome che circola in questi giorni, come presidente, è quello di Armando Cutuli, titolare del negozio di abbigliamento in corso Italia. Uomo di grande esperienza e cultura, è appassionato dei numeri che non sono solo quelli della propria azienda ma, in particolare, delle statistiche che  fotografano la realtà sociale ed economica di Giarre, dell’hinterland e dell’intera nazione. Armando Cutuli ha sempre avuto la capacità di percepire gli andamenti e le prospettive del commercio tradizionale (e non solo) e la consapevolezza delle difficoltà patite dalle attività economiche è una delle motivazioni che, dopo diversi anni, lo spingerebbero ad investirsi nuovamente alla guida dell’associazione. Cutuli è stato infatti il Presidente di Confcommercio tra la fine degli anni 80 e l’inizio dei 90 e nel periodo a cavallo del 2000; numerose sono le idee che nel passato ha messo a frutto. Da innovatore, per la prima volta nella provincia di Catania, ha promosso a Giarre l’isola pedonale e l’apertura domenicale. Numerosi gli eventi che molti cittadini ricorderanno tra cui quello natalizio “Omaggio alla Russia”, ovvero la riproduzione di scenari della Russia nel centro storico di Giarre e la manifestazione de “I Sensi di Maggio” e dell’abbinato concorso  “Le balconate in fiori” che, anche con la sinergia di altri soggetti pubblici e privati, hanno trasformato il centro cittadino in un giardino di piante e fiori. Ed ancora alcuni ricorderanno le attività promozionali come il “Vieni gratis a Giarre” che prevedeva il rimborso della benzina a chi acquistava nella piattaforma commerciale. Cutuli è stato fautore della centralità di Giarre rispetto all’hinterland ed il commercio come servizio al cittadino alla stregua di servizi fondamentali tra cui la sanità, l’istruzione, la giustizia, tant’è che molti ricorderanno le sue battaglie condotte per l’apertura dell’ospedale di via Forlanini a Giarre. Certamente di vitale importanza sarà da lui considerato il nascente “libero consorzio dei comuni” che sostituirà gli enti provinciali e aggregherà oltre 30 comuni appartenenti alle attuali province “decadute” di Catania e di Messina, in un territorio che sulla costa partirà da Riposto e finirà a Santa Teresa di Riva, inglobando i comuni della Valle d’Agrò, dell’Alcantara e la zona pedemontana dell’Etna da Randazzo fino a Zafferana Etnea, includendo anche i comuni di Giarre e Taormina. Salvo novità dell’ultim’ora, il direttivo di giovani che presumibilmente sosterrà l’azione dell’esperto Presidente Cutuli sarà composto da Francesco Candido, Salvo Cantarella, Armando Castorina, Gaetano Finocchiaro, Salvo Lizzio, Lucia Pennisi, Alessandra Raciti e Marco Valastro.
Armando Castorina