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sabato 8 marzo 2014

“La spazzatura messa a nudo”

Cosa è previsto nel costo della spazzatura oltre al ritiro e allo smaltimento dei rifiuti? Perché paghiamo così tanto? Viaggio all’interno dei  costi della tassa più amata dai Giarresi!

Rappresentazione grafica dei costi per il servizio sui rifiuti
La proposta di deliberazione n°52 del 23/09/2013 ha determinata l’ammontare della tariffa TARES 2013. Ricordiamo che la TA.R.E.S. è la TAssa sui Rifiuti Ed i Servizi, attraverso il quale l’Ente comunale chiede ai cittadini di contribuire per coprire il costo per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti e per mantenere il decoro nelle strade. La nuova tassa, che ha preso il posto della TA.R.S.U. – Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani – prevede infatti che il cittadino, oltre a pagare la quota per la copertura dei costi per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, partecipa, dallo scorso anno, pure alla copertura dei costi per i  servizi cosiddetti “indivisibili” (pubblica illuminazione, polizia locale, anagrafe, la manutenzione del verde pubblico e delle strade) di cui 30 centesimi al mq, riservati allo stato. (introdotta dall’art. 14 comma 13 D.L.201/11). Il costo sostenuto per la fornitura del servizio nell’anno 2013 è stato di ben 5.670.000,00€ (+17% rispetto al 2012) ed è così composto: costi di spazzamento e lavaggio strade ed aree pubbliche € 589.848,50, costi di raccolta e trasporto Rifiuti Solidi Urbani € 757.547,31; costi di trattamento e smaltimento Rifiuti Solidi Urbani € 988.932,01; altri costi € 505.032,77; costi della Raccolta differenziata € 1.514.762,40; costi del trattamento e riciclo € 60.677.07; personale € 411.907,81; acquisti di beni di consumo € 4.550,00; quote inesigibili € 538.994,18; interessi passivi € 11.341,44; costi d’uso del capitale € 105.754,80; agevolazioni e riduzioni € 100.000,00. 
Il dettaglio dei costi sul servizio dei rifiuti
Leggendo tali somme e rapportandoli con il servizio ricevuto dalla città, forse è lecito indignarsi un po’? Sorprendono parecchio gli oltre 589.000 euro  per la pulizia ed il lavaggio delle strade, specialmente se consideriamo che sono escluse dal capitolato le aree periferiche della nostra cittadina e che in alcune strade sono presenti sporcizia di ogni genere, sterpaglie e cespugli, compresi arbusti che sono diventati alberi sui bordi delle carreggiate. Nel computo sono previsti anche oltre 1.500.000,00 euro per la raccolta differenziata ed oltre 60.000 euro per il  riciclo; chiunque si chiederebbe: “Ma quale raccolta differenziata se da oltre un anno non si fa, nonostante che qualche responsabile dell’ATO in liquidazione abbia dichiarato diversamente?”. Forse il dato raggruppa il costo per la raccolta e lo stoccaggio degli ingombranti? tra l’altro tale servizio, ad un certo punto del 2013, è stato pure sospeso! Forse si riferisce a qualcos’altro e che al cittadino comune sfugge? Fatto sta che nel tentativo di fare chiarezza, analizzando i costi del servizio, vengono fuori altre domande a cui non è semplice sempre avere delle risposte. Per questo motivo torneremo sull’argomento.

Armando Castorina

domenica 23 febbraio 2014

Sulla spazzatura solo promesse. “Spazzate” dal vento?

Luci ed ombre sulla tassa sui rifiuti, la più “amata” dai Giarresi, tra le più alte d’Italia.

Sul finire dello scorso anno i cittadini Giarresi hanno fatto i conti anche con la tassa sui rifiuti del  2013 nonostante che nello stesso anno avessero finito di pagare quella del 2012. L’ente comunale tuttavia ha inviato delle richieste di pagamento meno elevate rispetto alle precedenti così come previsto dalla delibera del consiglio comunale (nn. 86 del 29/11/2013) ed annunciato dal Sindaco Bonaccorsi durante la pubblica assemblea del 12 ottobre u.s. Tale riduzione doveva ammontare al 10% e prevedere inoltre il rimborso proveniente dai precedenti pagamenti per il quale l’ente comunale ha incassato di più (il 110%) rispetto al costo totale del servizio. Nella realtà l’amministrazione comunale ha dovuto rimandare tale rimborso all’aprile di quest’anno e l’importo della bolletta si è abbassato esclusivamente in quanto sono stati eliminati dal computo la maggiorazione e l’addizionale “EX ECA” che gravavano rispettivamente di un 5%, quindi in totale il 10% che veniva aggiunta sull’ammontare della tassa sui rifiuti; i minori incassi saranno tuttavia  recuperati dall’aumento dell’addizionale IRPEF. I costi per metro quadro sono quasi i medesimi e tra i più alti d’Italia: ad esempio 4,35€ al metro quadro per le abitazioni, 8,50€ al mq per negozi di generi non alimentari, 16,81€ al mq per supermercati ed ipermercati, 18,66€ al mq per i pubblici esercizi che somministrano bevande. Nel 2013, tuttavia la tassa sui rifiuti (TARSU) è diventata tassa sui rifiuti e sui servizi (TARES) in quanto ai cittadini è stato richiesto, in più rispetto al passato, di contribuire sui cosiddetti servizi “indivisibili” (pubblica illuminazione, polizia locale, anagrafe, la manutenzione del verde pubblico e delle strade) per una quota pari a 30 centesimi al mq, riservata allo stato (introdotta dall’art. 14 comma 13 DL.201/11). Tutto ciò accade a Giarre mentre, dalle cifre ricavabili dal bilancio di previsione 2013 recentemente approdato e votato dal consiglio, aumenta ancora leggermente per l’ente il costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti (da 4.693.641,65€ del 2012 siamo passati a 4.808.250,00€ nell’anno 2013); il dato sulla lotta all’evasione appare invece basso ed invariato negli ultimi due anni: appena 50.000,00€ nell’ultimo biennio, rappresentano poco più dell’1% del costo del servizio, un’inezia se consideriamo che nel nostro territorio esistono oltre 29.000 unità abitative ed appena 14.000 utenti che ricevono la bolletta (da questo dato sono pure escluse le imprese e si desume quindi un congruo numero di utenti non conosciuti dall’Ente). Inoltre Giarre, per diverse motivazioni di natura tecnica, ha ricevuto due K.O. sul piano dei rifiuti da parte della Regione e pertanto continua a non disporre del piano e di un’isola ecologica; da sottolineare ancora l’assenza di collaborazioni ricercate con le città attigue che permetterebbe di ottimizzare i costi e condividere delle aree;  così il servizio di raccolta di rifiuti, da parte dell’attuale gestore, è stato prorogato fino al prossimo aprile e  non si conosce ancora una data certa, ma solo delle presunzioni, per l’inizio della raccolta differenziata. Ecco perché, visto l’attuale panorama, ci si potrebbe chiedere quali speranze di riduzioni della tassa si potranno garantire nell’immediato futuro al cittadino. Intanto l’effetto “contemporaneo” di questa situazione è l’impossibilità del cittadino di conferire rifiuti differenziati o ingombranti presso la vicina isola ecologica di Riposto in quanto tale servizio è ormai riservato ai soli residenti del comune marinaro. Pure il servizio di raccolta degli ingombranti risulta sospeso ormai da mesi. Causa della situazione è certamente la cattiva pianificazione della gestione dei rifiuti da parte di chi ha amministrato nel passato la nostra città; certo, nel presente la situazione non migliora, e quindi, se nel nostro territorio proliferano anche delle micro discariche, non diamo la colpa solo ai cattivi costumi dei concittadini.

Armando Castorina

lunedì 27 gennaio 2014

"E a Giarre, oltre le bollette, vanno di moda anche le multe pazze?"

Utenti che pagano la multa anche delle strisce blu si vedono recapitare dal Comune una nuova richiesta di pagamento. Ancora ombre sulla macchina amministrativa?

L'avviso ricevuto da un utente di Belpasso
Correva l’anno 2012 ed i cittadini Giarresi si trovarono nelle proprie buche delle lettere le bollette del Comune di Giarre relative all’Imposta Comunale sugli Immobili (ICI) per l’anno 2007. Alcune di esse risultarono “pazze” cioè emesse nuovamente nonostante il comune avesse incassato le somme dovute dai contribuenti; tante polemiche e tante file di utenti che, sul finale di quell’anno, dovettero presentare la ricevuta dell’avvenuto pagamento ai funzionari del comune. A chi, dopo cinque anni aveva  smarrito la ricevuta gli fu comunque concesso di fare le verifiche con quanto risultava negli archivi del comune di Giarre. Le motivazioni di quella errata emissione furono diverse, tra cui l’adozione, negli uffici del comune, di un nuovo software gestionale che non aveva in archivio tutti i dati presenti nel vecchio gestionale; ci fu pure chi, con malizia, pensò alla pratica dei “residui passivi”: ossia l’emissione di “tendenziose” fatture al fine di creare un ricavo fittizio iscritto in bilancio che potesse equilibrare i conti dell’ente per evitarne  il dissesto. In ogni caso l’ente spedì le bollette inviandole tramite Posta Italiane  con costi di invio a carico del cittadino ricevente (che pagava solo nell’ipotesi in cui il cittadino risultasse realmente debitore). Ma quante di queste bollette furono poi realmente riscosse dall’ente? quale il vantaggio tratto con questa attività? quanti di questi crediti oggi esigibili diventeranno o sono già palesemente inesigibili? ciò non è dato saperlo ai comuni mortali. Fatto sta che la stessa identica situazione si sta verificando in questo periodo a proposito dell’ICI del 2008 e della TARSU 2012; le motivazioni stavolta sono diverse e non sempre comprensibili. Un altro caso, tuttavia, che si ripete ormai da tempo, ma che conoscono solo chi è stata vittima, riguarda le contravvenzioni elevate dalla polizia locale e dagli ausiliari del traffico per infrazioni del codice della strada, che riguardano anche gli utenti multati a causa delle strisce blu. Succede infatti che i multati, nonostante effettuino regolare pagamento, si vedono recapitare a casa una Raccomandata inviata dal Comando della Polizia Locale con il quale gli viene intimato nuovamente il pagamento della multa. La situazione è particolarmente gravosa per gli utenti che si vedono elevare la multa per colpa delle “strisce blu” perché oltre a dover pagare al Comune di Giarre la somma di 39,00€ o di 24,00€ (a seconda della tipologia di reato contestato), devono inoltre pagare la tariffa evasa di 7,70€ alla Giarre Parcheggi. Se poi ricevono la raccomandata da parte dell’ente Comunale, che chiede nuovamente il pagamento della multa, l’utente vive oltre al danno, la beffa. perché deve comunque dimostrare al Comando della polizia Locale la ricevuta del pagamento. Pensiamo al fatto che gli utenti malcapitati siano anche provenienti da fuori. Devono tornare a Giarre per esibire la ricevuta di pagamento? Si, anche se possono mostrarla anche a mezzo posta elettronica (sebbene l’avviso sia sprovvisto di numero telefonico e di indirizzo e-mail). Altro aspetto: l’invio a tappeto delle raccomandate rappresenta un ulteriore costo a carico della collettività (cioè lo paghiamo noi) poiché anche in questo caso tale costo non è comprensivo nell’appalto delle poste private (per il quale l’ente paga già circa 60.000 € l’anno). A proposito ne parliamo con il Commissario della Polizia Locale, al quale chiediamo: “Quali sono le ragioni per cui il Comune di Giarre chiede il pagamento delle multe nonostante siano state già pagate?”.  “Si premette che l’art. 38  della Legge 120/2010 – ci dice il Dott. Salvo Di Paola – ha accorciato  i tempi per la notifica della cosiddetta “multa”. Prima l’organo di Polizia aveva 150 giorni a disposizione dall’accertamento dell’infrazione per recapitare il verbale. A partire invece dal 14 luglio 2010  i giorni per la notifica sono stati dimezzati scendendo a 90 giorni. Ciò premesso, è ormai noto che, per i verbali, le notifiche al domicilio sono valide solo se effettuate dal servizio postale “tradizionale”. Le complesse formalità previste dalla legge n. 890/1982 costituiscano una attribuzione esclusiva degli uffici postali. Questa Polizia Municipale perciò si avvale all’uopo del servizio SIN per la notifica delle violazioni al Codice della Strada. Attraverso un protocollo di scambio sicuro, Poste Italiane riceve in formato digitale le comunicazioni da spedire, che vengono stampate e postalizzate. I relativi file vengono periodicamente trasmessi con congruo anticipo rispetto alla data di scadenza per permetterne la lavorazione. Allorquando – continua Di Paola – l’utente provvede al pagamento della sanzione dopo i 15 giorni indicati nell’avviso, la relativa ricevuta perviene all’ufficio certamente dopo la spedizione telematica del relativo verbale. Si aggiunga poi che molte ricevute presentano nella causale solo la motivazione “verbale” senza nessun indizio che permetta di risalire all’avviso connesso (targa, numero accertamento, ecc.) oppure, per mero errore, vengono versate su un CCP diverso (Giarre Parcheggi) o addirittura al Comune di Catania nel caso di pagamento presso tabaccherie e bar abilitati. In altri casi lotti di pagamento pervengono in data successiva al confezionamento telematico dei verbali per la spedizione in considerazione dell’accorciamento dei tempi perentori di notifica dettate dalla già citata Legge 120/2010. In ogni caso l’utente che ha regolarmente provveduto al pagamento nei termini non è mai stato costretto a corrispondere anche le spese di notifica semplicemente esibendo la relativa ricevuta”Quanto detto dal competente Commissario Di Paola ci porta a pensare che l’utente che provvede al pagamento entro 5 giorni, non solo può risparmiare il 30% della somma dovuta secondo quanto previsto dal recente provvedimento del governo (D.L. 21 giugno 2013 n°69 convertito in legge) ma potrebbe perfino evitare la ricezione dell’avviso. Eppure è accaduto il caso di un utente che si è visto elevare la multa per il mancato rinnovo del tagliando e che, pur avendo pagato la multa a mezzo bonifico bancario entro 4 giorni direttamente presso la banca che svolge il servizio di tesoreria del Comune, indicando targa e numero di verbale nella causale, si è visto raggiungere, peraltro fuori dai termini di legge (oltre 180 giorni), dall’avviso del Comune di Giarre ed è stato “costretto” a dimostrare l’avvenuto pagamento. Vogliamo augurarci che il ricevimento di questo avviso rappresenti una sfortunata eccezione a quanto sopra dichiarato dal Commissario interpellato. E’ evidente inoltre che qualche soluzione bisognerà pur trovarla poiché nasce il dubbio nel rapporto tra costi sostenuti dall’ente per l’invio dei verbali ed i benefici legati a tale attività, senza considerare che la tale avviso implichi, oltre ad un disservizio per l’utente, un costo anche in termini di tempo per chi deve trasmettere i dati per l’emissione dell’avviso. Ulteriore conseguenza è quella che il tempo impiegato per tale operazione potrebbe essere utilizzato per offrire altra utilità alla collettività. La soluzione certamente potrebbe arrivare dal miglioramento della comunicazione tra la banca che riceve il pagamento e l’ente che deve accertare il pagamento e che, per questo motivo, deve avere visione in tempi più ristretti rispetto al passato, nella causale del bonifico, del numero di targa e del numero di verbale. Siamo certi che oggi esistono i mezzi per farlo. L’obiettivo, nel prossimo futuro, è tornare sull’argomento e cercare la disponibilità alla soluzione sia da chi ha responsabilità amministrativa, sia da chi ha quella politica. Sarebbe piacevole, oltre che opportuno, per il bene della collettività, che anche per questo argomento possa il nostro Sindaco esclamare: “Io l’ho fatto!”.

Castorina Armando