giovedì 17 aprile 2014

Il Comune di Giarre pioniere delle nuove regole sulle strisce blu

Nei prossimi a Giarre diventeranno operative le nuove regole sulle strisce blu e si potranno variare o annullare  i verbali elevati dalla concessionaria dei parcheggi

Il Comune di Giarre a tutti gli effetti di legge diventa il comune precursore per l’attuazione delle nuove direttive definite recentemente dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti in merito all’applicazione dell’art. 7 del codice della strada ed in particolare per ciò che è previsto in merito alla multa elevata in caso di mancato rinnovo del tagliando per la sosta sulle strisce blu. La nuova circolare diramata dal ministero a seguito l’accordo raggiunto, qualche giorno fa, durante il vertice tra i ministri dell’Interno, Angelino Alfano, e dei Trasporti, Maurizio Lupi, con il sindaco di Torino, Piero Fassino, in qualità di presidente dell’A.N.C.I. (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), prevede che “la regolamentazione della sosta è competenza dei Comuni che ne definiscono le modalità con un proprio atto”. Ed in tal senso il regolamento del Comune di Giarre parla chiaro, anzi introduce delle importanti novità che finalmente vanno incontro al cittadino. Non sarà infatti più multabile il mancato rinnovo del tagliando scaduto (precedentemente il trasgressore pagava 25€), mentre passa da 41€ a 25€ la multa per la mancata esposizione; l’utente potrà ovviamente usufruire anche dello sconto del 30% effettuando il pagamento entro 5 giorni (in attuazione della legge di conversione del “Decreto del fare” del 2013). Permarrà il pagamento di € 7,80 a titolo di tariffa evasa, il cui importo rimane un’anomalia Giarrese poiché, secondo quanto previsto dalla legge, la Giarre Parcheggi potrebbe solo richiedere il pagamento del periodo di sosta eccedente (e non la tariffa per l’intera giornata). L’ultimo atto formale che permetterà l’applicazione del regolamento comunale sulle strisce blu sarà la notifica ufficiale da parte del Comando della Polizia Locale alla sede legale della Giarre Parcheggi Srl a Caltagirone (l’atto è stato già notificato presso la sede operativa di Giarre). Pertanto se la società dei parcheggi non vorrà adeguarsi a quanto dispone la legge nazionale ed il regolamento comunale, la Polizia Locale potrà, in autotutela, ridurre a 25€ tutti i verbali elevati per mancata esposizione del tagliando ed annullare tutti i verbali elevati per mancato rinnovo del tagliando sulla sosta. A riguardo, il Comando della Polizia Locale attraverso la dichiarazione fornita dal Dott. Salvatore Di Paola, Ufficiale capo servizi dell’ufficio violazioni, infortunistica e verbali, interviene per conto del Comandante Dott. Cannavò. “Riguardo la legittimità delle contravvenzioni al C.d.S in caso di ticket scaduto di validità, con nota n. 15552 del 19/04/2013 il Comando della Polizia Locale ha diffuso la circolare n. 370 del 15/01/2013 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Detto Ministero ha comunicato che la sanzione di cui all'art. 7, c. 15 del Codice non può essere applicata contrariamente a quanto indicato dal Ministero dell’Interno con circolare del 26/02/2003 e che, ‘in caso di omessa corresponsione delle ulteriori somme dovute, l’ipotesi prospettata di applicare la sanzione di cui all’art. 7 comma 15 del C.d.S, non è giuridicamente giustificabile, in quanto l’eventuale evasione tariffaria non configura violazione alle norme del Codice bensì una inadempienza contrattuale’. La competenza in materia del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – continua Di Paola – è sancita dallo stesso Codice della Strada che, all’Articolo 7 c. 1 lett. f), con riguardo alle aree  destinate al parcheggio dei veicoli la cui sosta è subordinata al pagamento di una somma, prevede che le relative condizioni e tariffe siano fissate in conformità alle direttive dell’ex Ministero dei lavori pubblici oggi Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Il Comando di Polizia Locale ha perciò approntato idoneo Regolamento per l’utilizzo dell'attività dei parcheggi non custoditi gestiti dalla Società Giarre Parcheggi, Regolamento che è stato recepito dall’Amministrazione, esaminato e modificato dalle apposite commissioni ed infine approvato con Verbale del Consiglio Comunale n. 18 del 18/03/2014. Di fatto, il Comune di Giarre risulta veramente pioniere delle nuove regole sulle strisce blu. Infatti, conformemente a quanto recentemente deciso dai ministri Angelino Alfano e Maurizio Lupi nonché dal sindaco di Torino Piero Fassino, quale presidente dell’Anci, il Comune ha regolamentato la sosta definendone le modalità con proprio atto deliberativo, condividendo contestualmente la disamina della tematica svolta dal MIT ed i pareri emessi in tal senso, pareri peraltro condivisi dal Servizio della Polizia Stradale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza. In atto, perciò, non risulta alcuna situazione di conflitto interpretativo con il ministero dell'Interno. L’anzidetto regolamento, all’Articolo 10, prevede la contestazione dell’infrazione al codice della strada ex art. 7 c. 1 lett. f) e 15 nel caso di omessa esposizione del tagliando di pagamento sanzionato con euro 25,00 (anziché 41,00), l’obbligo del personale addetto a tollerare il tempo necessario per la regolarizzazione del ticket da parte dell’utente e, nel caso di in cui la sosta si protraesse oltre l’orario corrispondente all’importo pagato, la sola tariffa evasa che verrà recuperata a parte. Il verbale è stato già notificato alla sede operativa locale della Giarre Parcheggi ed in corso di notifica presso la Sede legale di Caltagirone. L’ufficio di Polizia Locale ha inoltre trasmesso apposita nota con la quale, nel rafforzare quanto già intimato nel 2013, nuovamente prega la Giarre Parcheggi di impartire le appropriate disposizioni al personale dipendente promuovendo, contestualmente, un incontro formativo ed operativo con gli Ausiliari della Sosta per un approfondimento della tematica al fine di evitare inutili e costosi contenziosi giudiziari. Va da sé che l’ufficio opererà un attento controllo sulla legittimità degli avvisi consegnati dal personale ausiliario evitando di notificare contestazioni prive di fondamento giuridico e, in ogni caso, le eventuali opposizioni saranno rimesse al vaglio dell’Autorità competente. Si rammenta infine che il famoso parere e quanto scaturito in conseguenza non è retroattivo (solo la Corte Costituzionale può intervenire retroattivamente), serve (ed è servito) per determinare il comportamento da seguire in futuro”. Il nostro giornale Vi informerà non appena diventerà operativo a tutti gli effetti il nuovo regolamento comunale.
:Armando Castorina

mercoledì 16 aprile 2014

La Segretaria del movimento politico “Città Viva” querelata da un consigliere comunale

L’Avvocato Orazio Scuderi “reagisce” all’intervista rilasciata all’emittente Prima TV e querela Sara Giuffrida  

La querela alla segretaria del movimento di Citta Viva, Sara Giuffrida, è un punto di arrivo rispetto alla vicenda che il nostro giornale ha già trattato negli scorsi mesi. La questione ha inizio lo scorso 16 gennaio ed è quella dei capannoni dell’area artigianale concessi all’associazione artigiana ULA-CLAAI senza una regolare formalizzazione. Per la mancata risposta alla mozione da parte dell’amministrazione comunale, Città Viva alza il tiro ed annuncia, durante il civico consesso della scorsa settimana, di ricorrere alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei Conti nell’interesse della collettività. In consiglio accade l’impossibile: oltre all’intervento  di Orazio Scuderi che con forza accusa Città Viva di voler strumentalizzare la vicenda per attaccare personalmente il Presidente dell’associazione artigiana, in aula tutti i componenti della minoranza, prima della votazione lasciano alla spicciolata l’aula mentre la maggioranza presente  vota compatta contro la mozione di Città Viva. Al consiglio comunale segue un’intervista rilasciata da Sara Giuffrida a Prima TV che attraverso le telecamere dell’emittente locale risponde al consigliere Scuderi parafrasando alcune sue affermazioni utilizzate in consiglio. A questo punto scatta la querela del consigliere Scuderi. Proprio ieri a tal proposito interviene Città Viva con un comunicato in cui informa “con trasparenza e coerenza e nell’interesse della cittadinanza giarrese, che a seguito dell’intervista rilasciata sull’emittente Prima TV del 10/4/2014 da parte del proprio Segretario politico, Sara Giuffrida, la stessa è stata querelata dal consigliere Orazio Scuderi, tra i consiglieri più anziani e già assessore in passate recenti amministrazioni”. “Il segretario di Città Viva – continua il comunicato – ha esercitato, a nome del Movimento, il proprio legittimo diritto di replica e di critica politica alle gratuite e pesanti dichiarazioni che lo stesso Scuderi aveva reso in seno al Consiglio sulla mozione promossa da Città Viva sulla zona artigianale. Più che mai unito e coeso, il Movimento Città Viva valuterà le azioni consequenziali da intraprendere nelle sedi opportune, e sosterrà sempre con Libertà le proprie opinioni nel pubblico interesse e per l’affermazione del senso di Giustizia in cui fermamente crede”. Come dicevamo la querela è un punto di arrivo, ma sicuramente, secondo quanto riferisce “Città Viva” attraverso il comunicato, un punto di partenza, visto e considerato che ancora una riposta alla vicenda non è giunta ed oggi il movimento si trova a rispondere ad un atto di accusa (la querela n.d.r.) che ha una natura giuridica di rilevanza penale.

Armando Castorina

sabato 12 aprile 2014

Intervista al Sindaco di Giarre e a tre avvocati che sottolineano l’importanza dell’Ufficio del Giudice di Pace

Bonaccorsi “Stiamo cercando una soluzione condivisa”; Patané, Grasso, Di Luca Cardillo: “Si attivi la collaborazione tra i Comuni per il mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace”
Come abbiamo già annunciato diverse settimane fa, l’Ufficio del Giudice di Pace a Giarre sarà mantenuto a condizione che i comuni si facciano integralmente carico di tutte le spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia compresi il reperimento dei locali e la fornitura del personale amministrativo mentre le spese dell’amministrazione giudiziaria quali i compensi dovuti ai magistrati onorari e le spese per la formazione iniziale del personale comunale fornito dall’Ente Locale rimarranno a carico dell’amministrazione giudiziaria. L’Ufficio ha fino ad oggi garantito un presidio di giustizia e rappresenta l’ultimo rimasto nell’hinterland dopo la chiusura del Tribunale di Giarre. Ad oggi è esiguo il numero dei comuni che hanno formalmente comunicato di voler far parte del costituente consorzio tra i comuni che si farà carico dei costi dell’Ufficio di Giarre. L’importanza dell’Ufficio questa volta è stato sottolineato da tre giovani avvocati che hanno rilasciato delle dichiarazione per la nostra testata:  l’Avv. Andrea Patané, che ha lo studio a Giarre, dichiara che “bisogna dare atto all'amministrazione del Comune di Giarre, così come a quelle di Riposto, Sant'Alfio e Piedimonte Etneo, di aver colto l'importanza di mantenere un Ufficio Giudiziario, quale quello del Giudice di Pace, che nell'esperienza maturata, dalla data della sua istituzione ad oggi, ha fornito una risposta efficiente e concreta alla risoluzione delle controversie rientranti nella sua sfera di attribuzione. Non a caso le materie ad esso demandate dalla legge sono notevolmente aumentate nel corso degli anni. Sarà adesso importantissimo che i comuni su cui ricade la competenza dell'Ufficio, e quindi anche quelli che in una prima fase non si sono interessati al suo mantenimento, si organizzino al più presto, di concerto tra loro, per garantirne un efficiente funzionamento". L’avvocato Andrea Grasso che ha invece lo studio a Riposto, rimarca l’importanza del mantenimento dell’ufficio ed auspica la collaborazione tra gli enti comunali: " La conferma del Giudice di Pace di Giarre è stata una notizia tanto positiva, quanto attesa. Adesso sarà però necessaria una fattiva collaborazione tra gli enti comunali interessati affinché, soprattutto con l'invio di personale aggiuntivo alle pochissime unità oggi in forza all'Ufficio (dalla settimana scorsa sono rimasti in due, n.d.r.) questi possa realmente funzionare". L’avvocato Carmelo Di Luca Cardillo, con studio a Mascali ci dice: ”l’attuale amministrazione comunale di Giarre ha certamente il merito di aver contribuito al mantenimento di un servizio essenziale per i cittadini qual’é quello della giustizia proprio in un momento in cui, data la generale crisi di valori e di servizi in cui viviamo, lo Stato, in modo “insensato” ed “irragionevole”, ha eliminato il Tribunale di Giarre e, quindi, quella che suole definirsi giustizia di “prossimità”. Oggi, però, la circostanza che le amministrazioni locali interessate e, soprattutto, quella di Giarre che ha il compito (dal momento che l’Ufficio del Giudice di Pace  trovasi proprio ubicato sul suo territorio) di guidare il processo di normalizzazione ed il suo concreto funzionamento, non si siano ancora trovate intorno ad un tavolo tecnico (anche sotto forma di conferenza dei servizi), così da stabilire regole certe sugli stanziamenti di bilancio e, soprattutto, sulla risorse umane da assegnare all’Ufficio, potrebbe azzerare il traguardo già raggiunto. Infatti, aver ottenuto la non soppressione dell’Ufficio, ma non garantire poi allo stesso la possibilità di funzionare correttamente, equivale di fatto alla sospensione di un servizio con ciò che ne deriva in termini di disagio per i cittadini”. “Da ex consigliere comunale – continua l’avvocato Di Luca Cardillo – “mi ero occupato della relativa problematica tanto che, difatti, la passata amministrazione del Comune di Mascali aveva posto in essere gli atti di adesione richiesti per legge. Ritengo che anche l’attuale situazione dell’Ente (in stato di commissariamento) non possa far venir meno l’interesse del Comune di Mascali al mantenimento della struttura dell’Ufficio del Giudice di Pace e spero, quindi, che anche i Commissari prefettizi (per la sensibilità che dovrebbero possedere in merito al ruolo istituzionale ricoperto), diano sostegno all’iniziativa ed al Sindaco di Giarre”.   Sullo stato di avanzamento dei lavori per la creazione del consorzio, attività indispensabile per garantire il mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace  abbiamo interpellato il Sindaco del Comune di Giarre, Roberto Bonaccorsi il quale ci ha dichiarato: “Abbiamo fatto il possibile per evitare la chiusura del Giudice di Pace e siamo riusciti a non privare il nostro territorio di un presidio essenziale di legalità. Adesso però è necessario trovare una soluzione condivisa sul piano della sostenibilità economica: è chiaro che il Comune di Giarre da solo non può farsi carico di tutte le spese. Siamo già il maggior "contribuente", sostenendo i costi di personale e affitto; abbiamo allora prospettato ai Comuni vicini che usufruiscono del servizio un piano per la ripartizione dei costi, non trovando per adesso la disponibilità di tutti. Ritengo allora, da questo punto di vista, che sia necessario trovare una convergenza tra tutti i Comuni, i cui cittadini rientrano nella circoscrizione del Giudice di Pace, per condividere proporzionalmente i costi di gestione del presidio. Abbiamo già avviato la necessaria riduzione della spesa, organizzando il trasferimento dell'Ufficio nell'edificio del nuovo tribunale”.
Armando Castorina

mercoledì 2 aprile 2014

Arriva il depotenziamento dell'Ufficio del Giudice di Pace

Imminente trasferimento  a Catania di due dipendenti che svolgono sevizio presso l’Ufficio del Giudice di Pace

Domani 3 Aprile due dipendenti ministeriali che svolgono servizio presso l’Ufficio del Giudice di Pace di Giarre, in ottemperanza alla circolare ministeriale del 26 marzo 2014 verranno trasferiti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania. Il trasferimento del personale dipendente del Ministero della Giustizia è un atto dovuto e rientra nella logica di quanto dispone l’articolo 3, comma 2 del decreto legge 156/2013, che prevede il mantenimento degli Uffici del giudice di pace con costi a carico degli enti locali. Per questo motivo, l’amministrazione comunale Giarrese, sebbene abbia ricevuto parere favorevole da parte del ministero della giustizia per il mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace, sarà sicuramente impegnata in un atto indispensabile per scongiurare la chiusura dell’Ufficio che potrebbe avvenire il prossimo 29 aprile e cioè la formazione della pianta organica che prevederà il reintegro di 5 unità del personale, visto che dopo, il trasferimento di domani, rimarranno presso l’Ufficio del Giudice di Pace solo un funzionario ed una contrattista a tempo parziale. Un ulteriore segnale positivo sembrerebbe comunque arrivare dalla vicina Mascali: parrebbe che la Commissione Prefettizia intenda partecipare al costituente consorzio dei comuni a cui hanno già aderito,  oltre a Giarre, Riposto, Piedimonte Etneo e S. Alfio. Inoltre parrebbe che il comune di Riposto abbia già comunicato il nominativo di una unità del proprio personale dipendente per essere trasferito presso l’Ufficio del Giudice di Pace di Giarre.


Armando Castorina 

sabato 29 marzo 2014

Il giudice di pace rimarrà a Giarre a condizione che…

Intervista a Gianni Zagaglia e ad Angelo D’Anna a proposito del mantenimento dell’ufficio del giudice di pace.

Gianni Zagaglia
Dopo la chiusura del Tribunale a Giarre, giunge a firma del neo ministro della Giustizia Orlando, il Decreto di mantenimento di 285 Uffici del Giudice di Pace, tra cui anche quello di Giarre, con l’obbligo, da parte degli Enti Locali interessati, a farsi integralmente carico di tutte le spese di funzionamento e di  erogazione del servizio giustizia compresi il reperimento dei locali e la fornitura del personale amministrativo; restano a cario dell’amministrazione giudiziaria unicamente i compensi dovuti ai magistrati onorari e le spese per la formazione iniziale del personale comunale fornito dall’Ente Locale. Il funzionario Giudiziario, Gianni Zagaglia è tra coloro che si sono battuti per evitare la chiusura dell’ufficio di Giarre, ed è stato anche il promotore di una raccolta di oltre 700 firme consegnate all’inizio del 2013 al Sindaco Sodano per l’invio al Ministero della Giustizia dell’istanza per evitare la chiusura dell’ufficio. Zagaglia, a proposito del mantenimento, ci dichiara: “E’ questa una grande vittoria del 1° cittadino di Giarre, Dott. Roberto Bonaccorsi, il quale nella campagna elettorale amministrativa del maggio-giugno scorsi aveva lanciato un appello a tutti i candidati sindaci ed anche a quelli dei Comuni dell’area Jonico-Etnea per unire le forze in difesa dell’Ufficio del Giudice di Pace di Giarre dal rischio di chiusura, essendo la città di Giarre il naturale baricentro di un territorio che non poteva permettersi di perdere questo primario ed essenziale presidio”. “Lo stesso Bonaccorsi – continua Zagaglia – sotterraneamente nelle opportune sedi istituzionali romane ed alla luce del sole nel corso di diversi incontri avuti col Presidente del Tribunale di Catania Dott. Bruno De Marco ha lavorato tanto e brillantemente per la non chiusura dell’Ufficio Giudiziario Giarrese e per il suo futuro prossimo trasferimento nelle sede dell’ex Sezione Distaccata del Tribunale di Giarre chiusa dal Settembre scorso nell’ambito della revisione delle circoscrizioni giudiziarie”. “E’ altrettanto importante sottolineare – continua il Dott. Zagaglia – che già alcuni mesi prima che fosse promulgato il decreto ministeriale, ho coinvolto attivamente sul tema l’Avv. Angelo D’Anna, Presidente del movimento politico “Città Viva” e candidato Sindaco alle ultime elezioni amministrative nel corso delle quali ha ottenuto un brillantissimo successo elettorale; D’Anna ha preso subito a cuore la delicata vicenda e l’ha seguito passo a passo, incontrando nel mese di gennaio, insieme alla dott.ssa Rosaria Giuffrida, Segretario Politico di Città Viva, il dott. Giuseppe Berretta, già Sottosegretario alla Giustizia dal quale è stata confermata la positiva istruttoria propedeutica al mantenimento del Giudice di Pace di Giarre”. Nelle scorse settimane, ancor prima dell’ufficializzazione, Zagaglia insieme a D’Anna hanno avuto presso il Palazzo di Città di Giarre un cordiale incontro con il Sindaco Bonaccorsi, nel corso del quale, sono state affrontate e discusse diverse  tematiche inerenti l’argomento, tra le quali, oltre  la questione organico e l’adesione formale degli altri Comuni del Circondario, si è auspicata, ove possibile, anche l’istituzione, all’interno del Giudice di Pace, di un Ufficio notifiche, cosi come è presente nella sede centrale di Catania ed in qualche altra sede. Lo stesso Sindaco era già a conoscenza dell’esito positivo che avrebbe dato il Ministro. Mancava soltanto l’ufficialità. 
Angelo D'Anna
“Per completare il processo e dare un servizio efficiente già dalla fine di aprile p.v., diventa a questo punto urgente – ci dice Angelo D’Anna, leader di Città Viva – la convocazione di un nuovo tavolo tecnico da parte del Sindaco di Giarre con i Sindaci dei Comuni che hanno già aderito con formali deliberazioni (oltre Giarre, abbiamo Riposto, Piedimonte Etneo e S. Alfio) e con quelli degli altri Comuni che ancora non hanno aderito ma che, per competenza territoriale, fanno riferimento a Giarre e cioè Mascali, Fiumefreddo di Sicilia, Calatabiano, Milo ed anche Linguaglossa il cui ufficio è stato soppresso”. “Ciò è necessario – continua D’Anna – poiché occorre completare e formare  entro le prossime settimane la pianta organica dell’Ufficio giudiziario giarrese che dovrà essere composta da 5 unità: un Funzionario Giudiziario, un cancelliere, un assistente giudiziario, un operatore giudiziario ed un ausiliario da nominare. Saranno 7 in totale se sarà operante all’interno dello stesso l’Ufficio notifiche. La formale adesione è altresì necessaria per evitare possibili aggravi economici a carico solo dei Comuni aderenti che potrebbero essere chiamate comunque a garantire il servizio innescando potenziali contenziosi tra gli stessi Enti”. L’adesione al confermato Ufficio da parte di questi Comuni sarebbe auspicabile anche perché tutti i cittadini dell’hinterland giarrese usufruirebbero così di un servizio essenziale che, in caso di mancata adesione, potrebbe vederli costretti a rivolgersi o nella sede centrale del Giudice di Pace a Catania, con gli inevitabili aggravi economici e disservizi che tutto questo comporterebbe, o come detto, a maggiori oneri a carico degli Enti aderenti con possibili contenziosi. “E’ per tutto questo che – conclude il Dott. Zagaglia – un appello accorato e con la certezza di non sbagliare è rivolto ai Sindaci dei Comuni di Fiumefreddo di Sicilia, Calatabiano, Milo, Linguaglossa ed all’eminente commissione prefettizia del Comune di Mascali affinché si facciano in tempi brevissimi tutti gli adempimenti necessari anche per far parte dell’istituendo consorzio dei comuni. I cittadini di questi comuni sicuramente non capirebbero il contrario, mentre sarebbero indubbiamente grati dell’evolversi positivamente di questo ampliamento detto. Un ringraziamento va anche al All’associazione Giarresi Avvocati (A.G.A.), a tutti i consiglieri  comunali  e di maggioranza e di opposizione che hanno avuto un ruolo importante in questa vicenda. Il loro interessamento ora per l’istituendo consorzio sarà  gradito da tutti i fruitori del servizio giustizia”.

Armando Castorina

sabato 8 marzo 2014

“La spazzatura messa a nudo”

Cosa è previsto nel costo della spazzatura oltre al ritiro e allo smaltimento dei rifiuti? Perché paghiamo così tanto? Viaggio all’interno dei  costi della tassa più amata dai Giarresi!

Rappresentazione grafica dei costi per il servizio sui rifiuti
La proposta di deliberazione n°52 del 23/09/2013 ha determinata l’ammontare della tariffa TARES 2013. Ricordiamo che la TA.R.E.S. è la TAssa sui Rifiuti Ed i Servizi, attraverso il quale l’Ente comunale chiede ai cittadini di contribuire per coprire il costo per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti e per mantenere il decoro nelle strade. La nuova tassa, che ha preso il posto della TA.R.S.U. – Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani – prevede infatti che il cittadino, oltre a pagare la quota per la copertura dei costi per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, partecipa, dallo scorso anno, pure alla copertura dei costi per i  servizi cosiddetti “indivisibili” (pubblica illuminazione, polizia locale, anagrafe, la manutenzione del verde pubblico e delle strade) di cui 30 centesimi al mq, riservati allo stato. (introdotta dall’art. 14 comma 13 D.L.201/11). Il costo sostenuto per la fornitura del servizio nell’anno 2013 è stato di ben 5.670.000,00€ (+17% rispetto al 2012) ed è così composto: costi di spazzamento e lavaggio strade ed aree pubbliche € 589.848,50, costi di raccolta e trasporto Rifiuti Solidi Urbani € 757.547,31; costi di trattamento e smaltimento Rifiuti Solidi Urbani € 988.932,01; altri costi € 505.032,77; costi della Raccolta differenziata € 1.514.762,40; costi del trattamento e riciclo € 60.677.07; personale € 411.907,81; acquisti di beni di consumo € 4.550,00; quote inesigibili € 538.994,18; interessi passivi € 11.341,44; costi d’uso del capitale € 105.754,80; agevolazioni e riduzioni € 100.000,00. 
Il dettaglio dei costi sul servizio dei rifiuti
Leggendo tali somme e rapportandoli con il servizio ricevuto dalla città, forse è lecito indignarsi un po’? Sorprendono parecchio gli oltre 589.000 euro  per la pulizia ed il lavaggio delle strade, specialmente se consideriamo che sono escluse dal capitolato le aree periferiche della nostra cittadina e che in alcune strade sono presenti sporcizia di ogni genere, sterpaglie e cespugli, compresi arbusti che sono diventati alberi sui bordi delle carreggiate. Nel computo sono previsti anche oltre 1.500.000,00 euro per la raccolta differenziata ed oltre 60.000 euro per il  riciclo; chiunque si chiederebbe: “Ma quale raccolta differenziata se da oltre un anno non si fa, nonostante che qualche responsabile dell’ATO in liquidazione abbia dichiarato diversamente?”. Forse il dato raggruppa il costo per la raccolta e lo stoccaggio degli ingombranti? tra l’altro tale servizio, ad un certo punto del 2013, è stato pure sospeso! Forse si riferisce a qualcos’altro e che al cittadino comune sfugge? Fatto sta che nel tentativo di fare chiarezza, analizzando i costi del servizio, vengono fuori altre domande a cui non è semplice sempre avere delle risposte. Per questo motivo torneremo sull’argomento.

Armando Castorina

sabato 1 marzo 2014

I residenti di contrada Rovettazzo dovranno ancora "arraggiarsi"?

Giunge l’attesa risposta da parte dell’amministrazione ai residenti dell’area ma non si conoscono ancora i tempi certi per la risoluzione dei loro problemi.

Una fossa senza recinzione che avrebbe dovuto accogliere un palazzo
Una vecchia segnalazione presentata presso l’ufficio protocollo del Comune di Giarre dai residenti di via Damiani Lanza e via Rovettazzo risalente al 16 maggio 2012 è approdata in consiglio comunale lo scorso 12 dicembre u.s. per voce del consigliere comunale Patrizia Lionti appartenente al gruppo politico “Città Viva”.  Il consigliere comunale, ribadendo l’assenza di risposta da parte della precedente amministrazione comunale guidata dall’allora Sindaco Sodano, si è fatta portavoce delle richieste dei cittadini che lamentano ancora – come si legge dal documento presentato durante l’attività ispettiva – “la mancanza di segnaletica orizzontale e verticale, l’insufficienza di cassonetti per il conferimento dei rifiuti, la massiccia presenza di erbacce e rovi di estese dimensioni e la conseguente e assoluta mancanza di pulizie delle vie”. 
L'insufficiente ed approssimativa segnaletica verticale
Il documento redatto dai residenti, si segnalava “inoltre, lo stazionamento di mezzi pesanti di grosse dimensioni, che nello svolgere operazioni di carico scarico delle merci, hanno provocato evidenti danni al manto stradale e alle annesse grate per la raccolta delle acque piovane e ciò – unitamente alla mancata pulizia dei tombini che, ormai intasati, non raccolgono efficientemente l’acqua piovana – causa, così, un pericoloso allagamento delle strade”. Ed ancora, la presenza di “una pseudo siepe, le cui dimensioni sono tali da impedire la visuale sia agli automobilisti che ai pedoni che attraversano entrambe le parti della carreggiata; dell’esistenza di un enorme scavo, non adeguatamente protetto per evitare pericoli, e di un serbatoio di accumulo d’acqua per uso cantiere, mai utilizzato e lasciato incustodito che, è anche causa dell’insalubre proliferazione di zanzare ed insetti vari”. Si denunciava inoltre l’assenza di controlli e vigilanza da parte della polizia locale.

I residenti costretti a tagliare da sé alberi cresciuti sul margine della careggiata
L’attività ispettiva sollecitava l’amministrazione comunale “ad intervenire con prontezza e con modalità adeguatamente risolutive” anche perché in tutti questi anni (le prime segnalazioni risalgono già all’anno 2003) i residenti hanno dovuto autonomamente, e a proprie spese, arginare gli effetti sorti a causa dell’incuria, senza poter intervenire sulle cause: hanno tagliato alberi cresciuti ai margini della carreggiata, tagliato i rovi che infestavano i marciapiedi, provveduto  alla derattizzazione e alla bonifica delle aiuole abbandonate! Lo scorso 18 febbraio è arrivata finalmente la risposta all’attività svolta dalla consigliera di “Città Viva” firmata dall’attuale Sindaco Bonaccorsi il quale allega una nota a firma del tecnico capo servizio Rompineve e di Russo, dirigente della IV area. 

Le siepi sono ormai troppo alte ed ostacolano la vista 
A proposito della mancanza di segnaletica stradale si legge che la manutenzione compete agli uffici preposti “facenti parte a quest’area in base alle risorse annualmente disponibili e alla programmazione collegata per l’intero territorio comunale. Resta inteso che in mancanza di provvedimenti, la materia è regolata dal codice della strada”. In merito all’insufficienza di cassonetti l’ufficio rimanda al rientro a regine del servizio di raccolta dei rifiuti che avverrà “nel momento in cui si svolgerà la nuova gara per il servizio ambientale e quindi la localizzazione dei nuovi preside di raccolta”.

La villetta pubblica abbandonata di via Marianna Coffa
"Per quanto attiene ai danni alle grate di raccolta acque piovane – si legge ancora sulla nota – si è accertato, a seguito sopralluogo, che le stesse in atto non costituiscono pericolo per la pubblica incolumità, mentre la mancata pulizia (intasati da materiale vario), si fa rilevare che tutta la zona edificata, facente parte di un piano di lottizzazione, è stata dotata della rete per lo smaltimento acque meteoriche, che in atto non è allacciata ad alcuna rete primaria perché inesistente nella zona”. "Per quel che attiene alle siepe lungo lo spartitraffico di via Rovettazzo, sarà cura di quest’Area provvedere in tempi adeguati, alla sua manutenzione”. Infine circa il controllo e la vigilanza del territorio, ovviamente si legge che “spetta alla Polizia Locale”.

In via Lanza rovi invadono i marcipiedi ed i cassonetti risultano insufficienti
Il documento consegnato alla consigliere Lionti non risponde tuttavia in  merito ai rovi che, provenienti dagli attigui terreni, invadono i marciapiedi e che possono provocare, come avvenuto già nel passato, lo scoppio di incendi; niente viene detto in merito al profondo scavo non recintato presente ai margini della via Rovettazzo; nessun riferimento si fa rispetto al serbatoio d’acqua, lasciato incustodito, che è causa del proliferare di insetti vari. E’ chiaro che  probabilmente vi è una responsabilità dei privati verso tutti gli altri aspetti per il quale l’ente non risponde, ma è altresì vero che, in presenza di un pericolo per la collettività, dovrebbero intervenire gli amministratori comunali attraverso il personale addetto e sollecitare l’eliminazione dei pericoli, prima con le apposite determine e poi, qualora non bastassero, con interventi mirati e diretti ai privati inadempienti, compreso quello di intervenire con mezzi propri del comune ed addebitare poi i costi al cittadino.  Detto questo una  cosa è certa su tutte: stante la risposta le aspettative dei residente dovranno ancora attendere prima di essere accolte. 

Armando Castorina

Articolo pubblicato sul Gazzettino del 01 marzo 2014, disponibile anche sul Gazzettino On line