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sabato 12 aprile 2014

Intervista al Sindaco di Giarre e a tre avvocati che sottolineano l’importanza dell’Ufficio del Giudice di Pace

Bonaccorsi “Stiamo cercando una soluzione condivisa”; Patané, Grasso, Di Luca Cardillo: “Si attivi la collaborazione tra i Comuni per il mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace”
Come abbiamo già annunciato diverse settimane fa, l’Ufficio del Giudice di Pace a Giarre sarà mantenuto a condizione che i comuni si facciano integralmente carico di tutte le spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia compresi il reperimento dei locali e la fornitura del personale amministrativo mentre le spese dell’amministrazione giudiziaria quali i compensi dovuti ai magistrati onorari e le spese per la formazione iniziale del personale comunale fornito dall’Ente Locale rimarranno a carico dell’amministrazione giudiziaria. L’Ufficio ha fino ad oggi garantito un presidio di giustizia e rappresenta l’ultimo rimasto nell’hinterland dopo la chiusura del Tribunale di Giarre. Ad oggi è esiguo il numero dei comuni che hanno formalmente comunicato di voler far parte del costituente consorzio tra i comuni che si farà carico dei costi dell’Ufficio di Giarre. L’importanza dell’Ufficio questa volta è stato sottolineato da tre giovani avvocati che hanno rilasciato delle dichiarazione per la nostra testata:  l’Avv. Andrea Patané, che ha lo studio a Giarre, dichiara che “bisogna dare atto all'amministrazione del Comune di Giarre, così come a quelle di Riposto, Sant'Alfio e Piedimonte Etneo, di aver colto l'importanza di mantenere un Ufficio Giudiziario, quale quello del Giudice di Pace, che nell'esperienza maturata, dalla data della sua istituzione ad oggi, ha fornito una risposta efficiente e concreta alla risoluzione delle controversie rientranti nella sua sfera di attribuzione. Non a caso le materie ad esso demandate dalla legge sono notevolmente aumentate nel corso degli anni. Sarà adesso importantissimo che i comuni su cui ricade la competenza dell'Ufficio, e quindi anche quelli che in una prima fase non si sono interessati al suo mantenimento, si organizzino al più presto, di concerto tra loro, per garantirne un efficiente funzionamento". L’avvocato Andrea Grasso che ha invece lo studio a Riposto, rimarca l’importanza del mantenimento dell’ufficio ed auspica la collaborazione tra gli enti comunali: " La conferma del Giudice di Pace di Giarre è stata una notizia tanto positiva, quanto attesa. Adesso sarà però necessaria una fattiva collaborazione tra gli enti comunali interessati affinché, soprattutto con l'invio di personale aggiuntivo alle pochissime unità oggi in forza all'Ufficio (dalla settimana scorsa sono rimasti in due, n.d.r.) questi possa realmente funzionare". L’avvocato Carmelo Di Luca Cardillo, con studio a Mascali ci dice: ”l’attuale amministrazione comunale di Giarre ha certamente il merito di aver contribuito al mantenimento di un servizio essenziale per i cittadini qual’é quello della giustizia proprio in un momento in cui, data la generale crisi di valori e di servizi in cui viviamo, lo Stato, in modo “insensato” ed “irragionevole”, ha eliminato il Tribunale di Giarre e, quindi, quella che suole definirsi giustizia di “prossimità”. Oggi, però, la circostanza che le amministrazioni locali interessate e, soprattutto, quella di Giarre che ha il compito (dal momento che l’Ufficio del Giudice di Pace  trovasi proprio ubicato sul suo territorio) di guidare il processo di normalizzazione ed il suo concreto funzionamento, non si siano ancora trovate intorno ad un tavolo tecnico (anche sotto forma di conferenza dei servizi), così da stabilire regole certe sugli stanziamenti di bilancio e, soprattutto, sulla risorse umane da assegnare all’Ufficio, potrebbe azzerare il traguardo già raggiunto. Infatti, aver ottenuto la non soppressione dell’Ufficio, ma non garantire poi allo stesso la possibilità di funzionare correttamente, equivale di fatto alla sospensione di un servizio con ciò che ne deriva in termini di disagio per i cittadini”. “Da ex consigliere comunale – continua l’avvocato Di Luca Cardillo – “mi ero occupato della relativa problematica tanto che, difatti, la passata amministrazione del Comune di Mascali aveva posto in essere gli atti di adesione richiesti per legge. Ritengo che anche l’attuale situazione dell’Ente (in stato di commissariamento) non possa far venir meno l’interesse del Comune di Mascali al mantenimento della struttura dell’Ufficio del Giudice di Pace e spero, quindi, che anche i Commissari prefettizi (per la sensibilità che dovrebbero possedere in merito al ruolo istituzionale ricoperto), diano sostegno all’iniziativa ed al Sindaco di Giarre”.   Sullo stato di avanzamento dei lavori per la creazione del consorzio, attività indispensabile per garantire il mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace  abbiamo interpellato il Sindaco del Comune di Giarre, Roberto Bonaccorsi il quale ci ha dichiarato: “Abbiamo fatto il possibile per evitare la chiusura del Giudice di Pace e siamo riusciti a non privare il nostro territorio di un presidio essenziale di legalità. Adesso però è necessario trovare una soluzione condivisa sul piano della sostenibilità economica: è chiaro che il Comune di Giarre da solo non può farsi carico di tutte le spese. Siamo già il maggior "contribuente", sostenendo i costi di personale e affitto; abbiamo allora prospettato ai Comuni vicini che usufruiscono del servizio un piano per la ripartizione dei costi, non trovando per adesso la disponibilità di tutti. Ritengo allora, da questo punto di vista, che sia necessario trovare una convergenza tra tutti i Comuni, i cui cittadini rientrano nella circoscrizione del Giudice di Pace, per condividere proporzionalmente i costi di gestione del presidio. Abbiamo già avviato la necessaria riduzione della spesa, organizzando il trasferimento dell'Ufficio nell'edificio del nuovo tribunale”.
Armando Castorina

mercoledì 2 aprile 2014

Arriva il depotenziamento dell'Ufficio del Giudice di Pace

Imminente trasferimento  a Catania di due dipendenti che svolgono sevizio presso l’Ufficio del Giudice di Pace

Domani 3 Aprile due dipendenti ministeriali che svolgono servizio presso l’Ufficio del Giudice di Pace di Giarre, in ottemperanza alla circolare ministeriale del 26 marzo 2014 verranno trasferiti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania. Il trasferimento del personale dipendente del Ministero della Giustizia è un atto dovuto e rientra nella logica di quanto dispone l’articolo 3, comma 2 del decreto legge 156/2013, che prevede il mantenimento degli Uffici del giudice di pace con costi a carico degli enti locali. Per questo motivo, l’amministrazione comunale Giarrese, sebbene abbia ricevuto parere favorevole da parte del ministero della giustizia per il mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace, sarà sicuramente impegnata in un atto indispensabile per scongiurare la chiusura dell’Ufficio che potrebbe avvenire il prossimo 29 aprile e cioè la formazione della pianta organica che prevederà il reintegro di 5 unità del personale, visto che dopo, il trasferimento di domani, rimarranno presso l’Ufficio del Giudice di Pace solo un funzionario ed una contrattista a tempo parziale. Un ulteriore segnale positivo sembrerebbe comunque arrivare dalla vicina Mascali: parrebbe che la Commissione Prefettizia intenda partecipare al costituente consorzio dei comuni a cui hanno già aderito,  oltre a Giarre, Riposto, Piedimonte Etneo e S. Alfio. Inoltre parrebbe che il comune di Riposto abbia già comunicato il nominativo di una unità del proprio personale dipendente per essere trasferito presso l’Ufficio del Giudice di Pace di Giarre.


Armando Castorina 

sabato 29 marzo 2014

Il giudice di pace rimarrà a Giarre a condizione che…

Intervista a Gianni Zagaglia e ad Angelo D’Anna a proposito del mantenimento dell’ufficio del giudice di pace.

Gianni Zagaglia
Dopo la chiusura del Tribunale a Giarre, giunge a firma del neo ministro della Giustizia Orlando, il Decreto di mantenimento di 285 Uffici del Giudice di Pace, tra cui anche quello di Giarre, con l’obbligo, da parte degli Enti Locali interessati, a farsi integralmente carico di tutte le spese di funzionamento e di  erogazione del servizio giustizia compresi il reperimento dei locali e la fornitura del personale amministrativo; restano a cario dell’amministrazione giudiziaria unicamente i compensi dovuti ai magistrati onorari e le spese per la formazione iniziale del personale comunale fornito dall’Ente Locale. Il funzionario Giudiziario, Gianni Zagaglia è tra coloro che si sono battuti per evitare la chiusura dell’ufficio di Giarre, ed è stato anche il promotore di una raccolta di oltre 700 firme consegnate all’inizio del 2013 al Sindaco Sodano per l’invio al Ministero della Giustizia dell’istanza per evitare la chiusura dell’ufficio. Zagaglia, a proposito del mantenimento, ci dichiara: “E’ questa una grande vittoria del 1° cittadino di Giarre, Dott. Roberto Bonaccorsi, il quale nella campagna elettorale amministrativa del maggio-giugno scorsi aveva lanciato un appello a tutti i candidati sindaci ed anche a quelli dei Comuni dell’area Jonico-Etnea per unire le forze in difesa dell’Ufficio del Giudice di Pace di Giarre dal rischio di chiusura, essendo la città di Giarre il naturale baricentro di un territorio che non poteva permettersi di perdere questo primario ed essenziale presidio”. “Lo stesso Bonaccorsi – continua Zagaglia – sotterraneamente nelle opportune sedi istituzionali romane ed alla luce del sole nel corso di diversi incontri avuti col Presidente del Tribunale di Catania Dott. Bruno De Marco ha lavorato tanto e brillantemente per la non chiusura dell’Ufficio Giudiziario Giarrese e per il suo futuro prossimo trasferimento nelle sede dell’ex Sezione Distaccata del Tribunale di Giarre chiusa dal Settembre scorso nell’ambito della revisione delle circoscrizioni giudiziarie”. “E’ altrettanto importante sottolineare – continua il Dott. Zagaglia – che già alcuni mesi prima che fosse promulgato il decreto ministeriale, ho coinvolto attivamente sul tema l’Avv. Angelo D’Anna, Presidente del movimento politico “Città Viva” e candidato Sindaco alle ultime elezioni amministrative nel corso delle quali ha ottenuto un brillantissimo successo elettorale; D’Anna ha preso subito a cuore la delicata vicenda e l’ha seguito passo a passo, incontrando nel mese di gennaio, insieme alla dott.ssa Rosaria Giuffrida, Segretario Politico di Città Viva, il dott. Giuseppe Berretta, già Sottosegretario alla Giustizia dal quale è stata confermata la positiva istruttoria propedeutica al mantenimento del Giudice di Pace di Giarre”. Nelle scorse settimane, ancor prima dell’ufficializzazione, Zagaglia insieme a D’Anna hanno avuto presso il Palazzo di Città di Giarre un cordiale incontro con il Sindaco Bonaccorsi, nel corso del quale, sono state affrontate e discusse diverse  tematiche inerenti l’argomento, tra le quali, oltre  la questione organico e l’adesione formale degli altri Comuni del Circondario, si è auspicata, ove possibile, anche l’istituzione, all’interno del Giudice di Pace, di un Ufficio notifiche, cosi come è presente nella sede centrale di Catania ed in qualche altra sede. Lo stesso Sindaco era già a conoscenza dell’esito positivo che avrebbe dato il Ministro. Mancava soltanto l’ufficialità. 
Angelo D'Anna
“Per completare il processo e dare un servizio efficiente già dalla fine di aprile p.v., diventa a questo punto urgente – ci dice Angelo D’Anna, leader di Città Viva – la convocazione di un nuovo tavolo tecnico da parte del Sindaco di Giarre con i Sindaci dei Comuni che hanno già aderito con formali deliberazioni (oltre Giarre, abbiamo Riposto, Piedimonte Etneo e S. Alfio) e con quelli degli altri Comuni che ancora non hanno aderito ma che, per competenza territoriale, fanno riferimento a Giarre e cioè Mascali, Fiumefreddo di Sicilia, Calatabiano, Milo ed anche Linguaglossa il cui ufficio è stato soppresso”. “Ciò è necessario – continua D’Anna – poiché occorre completare e formare  entro le prossime settimane la pianta organica dell’Ufficio giudiziario giarrese che dovrà essere composta da 5 unità: un Funzionario Giudiziario, un cancelliere, un assistente giudiziario, un operatore giudiziario ed un ausiliario da nominare. Saranno 7 in totale se sarà operante all’interno dello stesso l’Ufficio notifiche. La formale adesione è altresì necessaria per evitare possibili aggravi economici a carico solo dei Comuni aderenti che potrebbero essere chiamate comunque a garantire il servizio innescando potenziali contenziosi tra gli stessi Enti”. L’adesione al confermato Ufficio da parte di questi Comuni sarebbe auspicabile anche perché tutti i cittadini dell’hinterland giarrese usufruirebbero così di un servizio essenziale che, in caso di mancata adesione, potrebbe vederli costretti a rivolgersi o nella sede centrale del Giudice di Pace a Catania, con gli inevitabili aggravi economici e disservizi che tutto questo comporterebbe, o come detto, a maggiori oneri a carico degli Enti aderenti con possibili contenziosi. “E’ per tutto questo che – conclude il Dott. Zagaglia – un appello accorato e con la certezza di non sbagliare è rivolto ai Sindaci dei Comuni di Fiumefreddo di Sicilia, Calatabiano, Milo, Linguaglossa ed all’eminente commissione prefettizia del Comune di Mascali affinché si facciano in tempi brevissimi tutti gli adempimenti necessari anche per far parte dell’istituendo consorzio dei comuni. I cittadini di questi comuni sicuramente non capirebbero il contrario, mentre sarebbero indubbiamente grati dell’evolversi positivamente di questo ampliamento detto. Un ringraziamento va anche al All’associazione Giarresi Avvocati (A.G.A.), a tutti i consiglieri  comunali  e di maggioranza e di opposizione che hanno avuto un ruolo importante in questa vicenda. Il loro interessamento ora per l’istituendo consorzio sarà  gradito da tutti i fruitori del servizio giustizia”.

Armando Castorina