sabato 1 marzo 2014

I residenti di contrada Rovettazzo dovranno ancora "arraggiarsi"?

Giunge l’attesa risposta da parte dell’amministrazione ai residenti dell’area ma non si conoscono ancora i tempi certi per la risoluzione dei loro problemi.

Una fossa senza recinzione che avrebbe dovuto accogliere un palazzo
Una vecchia segnalazione presentata presso l’ufficio protocollo del Comune di Giarre dai residenti di via Damiani Lanza e via Rovettazzo risalente al 16 maggio 2012 è approdata in consiglio comunale lo scorso 12 dicembre u.s. per voce del consigliere comunale Patrizia Lionti appartenente al gruppo politico “Città Viva”.  Il consigliere comunale, ribadendo l’assenza di risposta da parte della precedente amministrazione comunale guidata dall’allora Sindaco Sodano, si è fatta portavoce delle richieste dei cittadini che lamentano ancora – come si legge dal documento presentato durante l’attività ispettiva – “la mancanza di segnaletica orizzontale e verticale, l’insufficienza di cassonetti per il conferimento dei rifiuti, la massiccia presenza di erbacce e rovi di estese dimensioni e la conseguente e assoluta mancanza di pulizie delle vie”. 
L'insufficiente ed approssimativa segnaletica verticale
Il documento redatto dai residenti, si segnalava “inoltre, lo stazionamento di mezzi pesanti di grosse dimensioni, che nello svolgere operazioni di carico scarico delle merci, hanno provocato evidenti danni al manto stradale e alle annesse grate per la raccolta delle acque piovane e ciò – unitamente alla mancata pulizia dei tombini che, ormai intasati, non raccolgono efficientemente l’acqua piovana – causa, così, un pericoloso allagamento delle strade”. Ed ancora, la presenza di “una pseudo siepe, le cui dimensioni sono tali da impedire la visuale sia agli automobilisti che ai pedoni che attraversano entrambe le parti della carreggiata; dell’esistenza di un enorme scavo, non adeguatamente protetto per evitare pericoli, e di un serbatoio di accumulo d’acqua per uso cantiere, mai utilizzato e lasciato incustodito che, è anche causa dell’insalubre proliferazione di zanzare ed insetti vari”. Si denunciava inoltre l’assenza di controlli e vigilanza da parte della polizia locale.

I residenti costretti a tagliare da sé alberi cresciuti sul margine della careggiata
L’attività ispettiva sollecitava l’amministrazione comunale “ad intervenire con prontezza e con modalità adeguatamente risolutive” anche perché in tutti questi anni (le prime segnalazioni risalgono già all’anno 2003) i residenti hanno dovuto autonomamente, e a proprie spese, arginare gli effetti sorti a causa dell’incuria, senza poter intervenire sulle cause: hanno tagliato alberi cresciuti ai margini della carreggiata, tagliato i rovi che infestavano i marciapiedi, provveduto  alla derattizzazione e alla bonifica delle aiuole abbandonate! Lo scorso 18 febbraio è arrivata finalmente la risposta all’attività svolta dalla consigliera di “Città Viva” firmata dall’attuale Sindaco Bonaccorsi il quale allega una nota a firma del tecnico capo servizio Rompineve e di Russo, dirigente della IV area. 

Le siepi sono ormai troppo alte ed ostacolano la vista 
A proposito della mancanza di segnaletica stradale si legge che la manutenzione compete agli uffici preposti “facenti parte a quest’area in base alle risorse annualmente disponibili e alla programmazione collegata per l’intero territorio comunale. Resta inteso che in mancanza di provvedimenti, la materia è regolata dal codice della strada”. In merito all’insufficienza di cassonetti l’ufficio rimanda al rientro a regine del servizio di raccolta dei rifiuti che avverrà “nel momento in cui si svolgerà la nuova gara per il servizio ambientale e quindi la localizzazione dei nuovi preside di raccolta”.

La villetta pubblica abbandonata di via Marianna Coffa
"Per quanto attiene ai danni alle grate di raccolta acque piovane – si legge ancora sulla nota – si è accertato, a seguito sopralluogo, che le stesse in atto non costituiscono pericolo per la pubblica incolumità, mentre la mancata pulizia (intasati da materiale vario), si fa rilevare che tutta la zona edificata, facente parte di un piano di lottizzazione, è stata dotata della rete per lo smaltimento acque meteoriche, che in atto non è allacciata ad alcuna rete primaria perché inesistente nella zona”. "Per quel che attiene alle siepe lungo lo spartitraffico di via Rovettazzo, sarà cura di quest’Area provvedere in tempi adeguati, alla sua manutenzione”. Infine circa il controllo e la vigilanza del territorio, ovviamente si legge che “spetta alla Polizia Locale”.

In via Lanza rovi invadono i marcipiedi ed i cassonetti risultano insufficienti
Il documento consegnato alla consigliere Lionti non risponde tuttavia in  merito ai rovi che, provenienti dagli attigui terreni, invadono i marciapiedi e che possono provocare, come avvenuto già nel passato, lo scoppio di incendi; niente viene detto in merito al profondo scavo non recintato presente ai margini della via Rovettazzo; nessun riferimento si fa rispetto al serbatoio d’acqua, lasciato incustodito, che è causa del proliferare di insetti vari. E’ chiaro che  probabilmente vi è una responsabilità dei privati verso tutti gli altri aspetti per il quale l’ente non risponde, ma è altresì vero che, in presenza di un pericolo per la collettività, dovrebbero intervenire gli amministratori comunali attraverso il personale addetto e sollecitare l’eliminazione dei pericoli, prima con le apposite determine e poi, qualora non bastassero, con interventi mirati e diretti ai privati inadempienti, compreso quello di intervenire con mezzi propri del comune ed addebitare poi i costi al cittadino.  Detto questo una  cosa è certa su tutte: stante la risposta le aspettative dei residente dovranno ancora attendere prima di essere accolte. 

Armando Castorina

Articolo pubblicato sul Gazzettino del 01 marzo 2014, disponibile anche sul Gazzettino On line

martedì 25 febbraio 2014

Arriva anche a Giarre la “Zona Franca Urbana”

“Detrazioni fiscali anche per le imprese di nuova costituzione e l’imprenditoria femminile”

La ZFU di Giarre interessata dalle incentivazioni
Le Zone Franche Urbane sono state al centro dell’incontro organizzato dal Comune di Giarre con la collaborazione dell’ordine dei Dottori Commercialisti e degli esperti contabili di Catania e tenutosi, lo scorso 17 febbraio 2014, presso il Teatro Rex di Giarre. Presenti in sala numerosi dottori commercialisti e rappresentanti delle imprese commerciali di Giarre. All’incontro sono intervenuti il Presidente dell’ordine organizzatore, Sebastiano Truglio, il Sindaco di Giarre, Roberto Bonaccorsi, il consigliere dell’ordine Sebastiano Impallomeni, che ha anche moderato gli interventi dei commercialisti Fabrizio Leotta e Cateno Maccarrone; presente anche Santo Sciuto, il direttore Territoriale del Credito Siciliano che ha firmato un protocollo di intesa con i comuni della provincia di Catania (Aci Catena, Acireale, Catania e Giarre) interessati dal provvedimento legislativo. Nel corso dell’incontro sono stato spiegate cosa sono le Zone Franche Urbane (Z.F.U.) nonché tutte le procedure da attivare per aderire al bando: la Z.F.U. è intesa come una pozione del territorio urbano caratterizzato da un significativo disagio sociale, economico ed occupazionale nella quale vengono previsti delle particolari esenzioni fiscali con obiettivi legati prevalentemente alla coesione e promozione sociale, quindi anche la creazione di opportunità di sviluppo ed occupazione. La Zona Franca Urbana di Giarre è definita da un’apposita cartografia e riguarda tutta l’area EST del territorio; sono inglobate anche una buona parte del centro storico, la zona di Viale Libertà e tutta la cosiddetta “zona PEP”. I soggetti beneficiari sono aziende di micro e piccola dimensione già costituite alla data di presentazione dell’istanza, regolarmente iscritte al Registro delle Imprese e che hanno un ufficio o un locale destinato all’attività, anche amministrativa, all’interno della Z.F.U. I fondi assegnati a Giarre ammontano a € 6.211.567,45€ di cui il 30% è riservato alle imprese di nuova e recente costituzione (15%) e alle imprese femminili (15%).  Le istanze potranno essere presentate on line, presso l’apposita sezione del sito internet predisposto dal Ministero dello Sviluppo Economico, nel periodo compreso tra il 05 marzo ed il 23 maggio di quest’anno; non sarà assegnata alcuna priorità in funzione dell’ordine di arrivo delle domande. Le agevolazioni riguardano l’esenzione dalle imposte sul reddito (IRPEF, IRAP, IRES), dai tributi sugli immobili dove viene esercitato l’attività (IMU) e l’esonero dal versamento  dei contributi sulle retribuzione da lavoro dipendente. Tale incentivazioni saranno disponibili per un periodo che varia da uno a dieci anni e comunque fino ad esaurimento dei fondi. Per l’esiguo ammontare delle risorse  ed il numero dei soggetti beneficiari coinvolti si presume un esaurimento delle risorse assegnate nel giro di pochi anni. Il Comune di Giarre, ha reso disponibili già da diversi mesi, i provvedimenti legislativi e la cartografia sul sito istituzionale www.comune.giarre.it (il link della ZFU si trova sul lato destro in basso nella homepage). Anche l’associazione dei commercianti Confcommercio di Giarre sarà a disposizione per fornire un supporto informativo alle aziende che lo richiederanno. Apposite FAQ sono altresì disponibili sul sito del sopracitato ministero.

Armando Castorina

domenica 23 febbraio 2014

Sulla spazzatura solo promesse. “Spazzate” dal vento?

Luci ed ombre sulla tassa sui rifiuti, la più “amata” dai Giarresi, tra le più alte d’Italia.

Sul finire dello scorso anno i cittadini Giarresi hanno fatto i conti anche con la tassa sui rifiuti del  2013 nonostante che nello stesso anno avessero finito di pagare quella del 2012. L’ente comunale tuttavia ha inviato delle richieste di pagamento meno elevate rispetto alle precedenti così come previsto dalla delibera del consiglio comunale (nn. 86 del 29/11/2013) ed annunciato dal Sindaco Bonaccorsi durante la pubblica assemblea del 12 ottobre u.s. Tale riduzione doveva ammontare al 10% e prevedere inoltre il rimborso proveniente dai precedenti pagamenti per il quale l’ente comunale ha incassato di più (il 110%) rispetto al costo totale del servizio. Nella realtà l’amministrazione comunale ha dovuto rimandare tale rimborso all’aprile di quest’anno e l’importo della bolletta si è abbassato esclusivamente in quanto sono stati eliminati dal computo la maggiorazione e l’addizionale “EX ECA” che gravavano rispettivamente di un 5%, quindi in totale il 10% che veniva aggiunta sull’ammontare della tassa sui rifiuti; i minori incassi saranno tuttavia  recuperati dall’aumento dell’addizionale IRPEF. I costi per metro quadro sono quasi i medesimi e tra i più alti d’Italia: ad esempio 4,35€ al metro quadro per le abitazioni, 8,50€ al mq per negozi di generi non alimentari, 16,81€ al mq per supermercati ed ipermercati, 18,66€ al mq per i pubblici esercizi che somministrano bevande. Nel 2013, tuttavia la tassa sui rifiuti (TARSU) è diventata tassa sui rifiuti e sui servizi (TARES) in quanto ai cittadini è stato richiesto, in più rispetto al passato, di contribuire sui cosiddetti servizi “indivisibili” (pubblica illuminazione, polizia locale, anagrafe, la manutenzione del verde pubblico e delle strade) per una quota pari a 30 centesimi al mq, riservata allo stato (introdotta dall’art. 14 comma 13 DL.201/11). Tutto ciò accade a Giarre mentre, dalle cifre ricavabili dal bilancio di previsione 2013 recentemente approdato e votato dal consiglio, aumenta ancora leggermente per l’ente il costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti (da 4.693.641,65€ del 2012 siamo passati a 4.808.250,00€ nell’anno 2013); il dato sulla lotta all’evasione appare invece basso ed invariato negli ultimi due anni: appena 50.000,00€ nell’ultimo biennio, rappresentano poco più dell’1% del costo del servizio, un’inezia se consideriamo che nel nostro territorio esistono oltre 29.000 unità abitative ed appena 14.000 utenti che ricevono la bolletta (da questo dato sono pure escluse le imprese e si desume quindi un congruo numero di utenti non conosciuti dall’Ente). Inoltre Giarre, per diverse motivazioni di natura tecnica, ha ricevuto due K.O. sul piano dei rifiuti da parte della Regione e pertanto continua a non disporre del piano e di un’isola ecologica; da sottolineare ancora l’assenza di collaborazioni ricercate con le città attigue che permetterebbe di ottimizzare i costi e condividere delle aree;  così il servizio di raccolta di rifiuti, da parte dell’attuale gestore, è stato prorogato fino al prossimo aprile e  non si conosce ancora una data certa, ma solo delle presunzioni, per l’inizio della raccolta differenziata. Ecco perché, visto l’attuale panorama, ci si potrebbe chiedere quali speranze di riduzioni della tassa si potranno garantire nell’immediato futuro al cittadino. Intanto l’effetto “contemporaneo” di questa situazione è l’impossibilità del cittadino di conferire rifiuti differenziati o ingombranti presso la vicina isola ecologica di Riposto in quanto tale servizio è ormai riservato ai soli residenti del comune marinaro. Pure il servizio di raccolta degli ingombranti risulta sospeso ormai da mesi. Causa della situazione è certamente la cattiva pianificazione della gestione dei rifiuti da parte di chi ha amministrato nel passato la nostra città; certo, nel presente la situazione non migliora, e quindi, se nel nostro territorio proliferano anche delle micro discariche, non diamo la colpa solo ai cattivi costumi dei concittadini.

Armando Castorina

mercoledì 12 febbraio 2014

Un futuro all’ “Ospedale” di Giarre.

Epiminonda: ” con un team di esperti per un ospedale che si avvicini alle esigenze del cittadino”

Torna a riunirsi a Giarre la Rete delle associazioni. Il primo incontro è avvenuto nel mese di dicembre dello scorso anno presso la sede dell’associazione politica “Città Viva”, mentre l’ultima si è riunita lo scorso 29 gennaio presso la sede dell’Associazione “L’Agorà”. Tema degli incontri l’ospedale di Giarre  che è tornato al centro degli interessi non solo delle associazioni che li hanno ospitati ma anche delle altre associazioni radicate ed operanti sul territorio e che nel passato hanno già operato per la conservazione del presidio ospedaliero: “Insieme….Persone”, “Tribunale per i diritti del malato”, “Centro Promozione Famiglia”, “A.V.U.L.S.S.”, “Confcommercio”, “Esonemea” e “Riprendiamoci La Città”; quest’ultima punta ad avere un ruolo operativo e di coordinamento all’interno della nuova Rete delle Associazioni. Angelo D’Anna, leader di “Città Viva”, che in Rete ha già condotto, da numerosissimi anni, una lotta  in difesa dell’ospedale, ci spiega che l’oggetto del contendere sarà il nuovo Piano Sanitario Regionale che prevederebbe un ulteriore accorpamento di strutture ospedaliere ed una rimodulazione dei posti letto. “In particolare – ci dice D’Anna – il piano penalizza ulteriormente il Presidio Ospedaliero di Giarre, che passerebbe dai previsti  101 ai  53 posti letto per acuti, con un potenziale aumento da 16 a 32 posti letto per lungodegenza. L’Ospedale di Giarre che, in seno al Distretto Sanitario 1 di cui fa parte con Acireale, dovrebbe svolgere la sua funzione di Area Medica con soli due reparti, Medicina e Geriatria, perdendo Cardiologia e non attivando Neurologia, senza contare gli impatti ulteriormente negativi sul già lacunoso Pronto Soccorso. La mancata previsione di posti in Riabilitazione rendono l’Ospedale di Giarre privo di qualsiasi identità e specificità, incapace di garantire quelle basilari esigenze di sicurezza e tutela della salute richiesti da sempre dalla Cittadinanza”. Ezio Epaminonda, dell’Associazione “Riprendiamoci La Città”,  a riguardo l’ultima riunione, ci spiega: “giorno 29 gennaio, grazie alla presenza di un ristretto team di esperti, con partecipazione futura aperta a tutti gli addetti al settore, ci siamo riuniti per accogliere le proposte di associazioni in merito alla prossima rimodulazione della rete ospedaliera regionale. A conclusione della riunione si è pensato concordemente di procedere a stilare una controproposta alla bozza di rimodulazione che prevede lo sviluppo dell'area medica del presidio ospedaliero di Giarre e destinazione dei reparti del distretto ospedaliero; la riorganizzazione del 118 e sua ottimizzazione; la richiesta di assegnazione posti in riabilitazione”. La Rete inoltre sta valutando di coinvolgere, oltre a quelle già citate, altre  associazioni che operano nei comuni del Distretto Sanitario (Giarre, Mascali, Riposto, Sant'Alfio, Milo, Fiumefreddo, Calatabiano, Linguaglossa, Castiglione, Piedimonte), al fine di coinvolgere poi la parte politica e richiedere la convocazione dei consigli comunali e dei sindaci dei vari comuni, con unico ordine del giorno in cui si affronti il tema della rimodulazione ospedaliera con relativa presa di posizione. Certamente importante, secondo la Rete, sarà il coinvolgimento della cittadinanza con la realizzazione di un dibattito pubblico con i cittadini per illustrare il lavoro che ne uscirà fuori, per una visione trasparente e critica della proposta. Obiettivo ultimo, ma sicuramente il primo di altri successivi step sarà di incontrare i vertici della Regione Siciliana e dell'Azienda al fine di illustrare la proposta comune realizzata dalla Rete di Associazioni, confrontata con le posizioni dei vari consigli comunali. Infine, non meno importante e quindi da segnalare, l’iniziativa di Armando Cutuli, presidente della locale Confcommercio che nelle scorse settimane ha scritto sia al ministro della salute Beatrice Lorenzin sia all’assessore Regionale alla Sanità Lucia Borsellino, rappresentando ad entrambi, tra le tante, la disattenzione della politica e le difficoltà vissute dal nostro nosocomio rispetto alle esigenze del territorio.


Armando Castorina

lunedì 3 febbraio 2014

Si faccia chiarezza sull’area artigianale di Giarre

In attesa dell’acquisizione di ulteriori atti, il movimento Città Viva chiede chiarimenti a proposito dei capannoni concessi in comodato gratuito ad una associazione degli artigiani

L'area artigianale - foto di Maria Gabriella Leonardi
Durante la seduta del consiglio comunale  tenutasi lo scorso 16 gennaio il movimento civico, durante l’attività ispettiva, ha richiesto all’amministrazione comunale se l’associazione artigiana ULA-CLAAI, destinataria di due capannoni ceduti in comodato a titolo gratuito, fosse titolare o meno del regolare contratto di locazione. Dagli atti acquisiti dal gruppo consiliare sembrerebbe infatti che alla proposta di deliberazione con la richiesta di patrocinio per l’associazione di categoria abbia fatto seguito solo una bozza del contratto. A tal proposito abbiamo intervistato Angelo D’Anna, leader del gruppo Città Viva il quale ci spiega che “non è stato formalizzato l’atto previsto, cioè la definizione di un contratto di comodato gratuito e quindi, di fatto, si sono utilizzate delle pubbliche strutture, senza disporre probabilmente degli adeguati requisiti di legge. In verità noi ci chiediamo come mai la Giunta dell’epoca (la giunta Sodano ndr) non abbia dato seguito alla formalizzazione degli atti, cioè se la formalizzazione sia stata bloccata per una questione burocratica o per una questione di scelte e di valutazioni che eventualmente sia successivamente avvenuta. Noi di Città Viva, con i nostri consiglieri abbiamo un ruolo che è anche quello di verificare che tutto si svolga nell’alveo della ritualità, della legalità e quindi se delle associazioni svolgono delle attività lodevoli per il territorio è tuttavia importante che lo facciano nel rispetto delle regole”. Città Viva chiede, qualora fossero verificati i fatti, la riacquisizione dei due capannoni ceduti all’associazione ed, in assenza di un regolare contratto, l’addebito di tutti i canoni di locazione ed i costi delle utenze non corrisposti a partire dall’occupazione illegittima che comincerebbe a partire dal novembre del 2011. “Noi abbiamo sollevato la questione – ribadisce Angelo D’Anna - spetta all’amministrazione dare seguito alla questione. Riteniamo importante ridare una visione di legalità complessiva all’area artigianale perché da questa si possa ripartire per il proprio pieno sviluppo”. Si occuperà di fare l’opportuna verifica il primo cittadino Roberto Bonaccorsi con delega anche al Patrimonio, nel contempo il movimento civico attende di ricevere gli atti riguardanti gli altri capannoni.

Armando Castorina

venerdì 31 gennaio 2014

Precisazione sull'articolo comparso sul GdG del 25 Gennaio 2014

Giunge la precisazione da parte del Commissario della Polizia Locale, Dott. Salvatore Di Paola, a proposito dell'articolo comparso il 25 gennaio sul Gazzettino di Giarre "E a Giarre, oltre le bollette, vanno di moda anche le multe pazze?" - Utenti che pagano la multa anche delle strisce blu si vedono recapitare dal Comune una nuova richiesta di pagamento. Ancora ombre sulla macchina amministrativa?

"Con riferimento all'articolo in oggetto e specificatamente al verbale che compare nello stesso, desidero informarTi che la relativa notifica risulta correttamente effettuata nei termini previsti. Trattasi infatti di seconda rinotificazione effettuata, sulla base della documentazione prodotta dal primo destinatario, a soggetto obbligato con una nuova decorrenza che parte dalla data in cui la P.A. è posta in grado di provvedere all'identificazione. Tutto ciò ai sensi dell'art. 201 C.D.S. E Art. 386 C.1 D.P.R. 495/1992. In pratica allorquando viene notificato un verbale ad un soggetto che dimostri, successivamente, che il veicolo oggetto dell'accertamento non è più di sua proprietà o che trattasi di veicolo a noleggio o per altra causa, sulla base della documentazione prodotta viene effettuata una nuova notificazione ed i termini ripartono dalla data di protocollo della suddetta documentazione. Capita spesso per esempio che un veicolo viene venduto ma il passaggio di proprietà non viene registrato alla MCTC e, pertanto, la Legge prevede per questi casi una necessaria deroga ai termini di notifica. Perfino il Giudice di Pace di Giarre ha rigettato i ricorsi presentati afferenti la questione (Vedi per esempio la sentenza 295/09 o 744/09 tanto per citarne qualcuna). Quanto sopra, se osservi bene, risulta correttamente riportato anche in seno al verbale notificato ma, come sempre, nessuno lo legge a partire dal diretto interessato ovvero il destinatario del verbale".

L'articolo in questione è presente anche all'interno del blog al seguente link:

"E a Giarre, oltre le bollette, vanno di moda anche le multe pazze?"

lunedì 27 gennaio 2014

"E a Giarre, oltre le bollette, vanno di moda anche le multe pazze?"

Utenti che pagano la multa anche delle strisce blu si vedono recapitare dal Comune una nuova richiesta di pagamento. Ancora ombre sulla macchina amministrativa?

L'avviso ricevuto da un utente di Belpasso
Correva l’anno 2012 ed i cittadini Giarresi si trovarono nelle proprie buche delle lettere le bollette del Comune di Giarre relative all’Imposta Comunale sugli Immobili (ICI) per l’anno 2007. Alcune di esse risultarono “pazze” cioè emesse nuovamente nonostante il comune avesse incassato le somme dovute dai contribuenti; tante polemiche e tante file di utenti che, sul finale di quell’anno, dovettero presentare la ricevuta dell’avvenuto pagamento ai funzionari del comune. A chi, dopo cinque anni aveva  smarrito la ricevuta gli fu comunque concesso di fare le verifiche con quanto risultava negli archivi del comune di Giarre. Le motivazioni di quella errata emissione furono diverse, tra cui l’adozione, negli uffici del comune, di un nuovo software gestionale che non aveva in archivio tutti i dati presenti nel vecchio gestionale; ci fu pure chi, con malizia, pensò alla pratica dei “residui passivi”: ossia l’emissione di “tendenziose” fatture al fine di creare un ricavo fittizio iscritto in bilancio che potesse equilibrare i conti dell’ente per evitarne  il dissesto. In ogni caso l’ente spedì le bollette inviandole tramite Posta Italiane  con costi di invio a carico del cittadino ricevente (che pagava solo nell’ipotesi in cui il cittadino risultasse realmente debitore). Ma quante di queste bollette furono poi realmente riscosse dall’ente? quale il vantaggio tratto con questa attività? quanti di questi crediti oggi esigibili diventeranno o sono già palesemente inesigibili? ciò non è dato saperlo ai comuni mortali. Fatto sta che la stessa identica situazione si sta verificando in questo periodo a proposito dell’ICI del 2008 e della TARSU 2012; le motivazioni stavolta sono diverse e non sempre comprensibili. Un altro caso, tuttavia, che si ripete ormai da tempo, ma che conoscono solo chi è stata vittima, riguarda le contravvenzioni elevate dalla polizia locale e dagli ausiliari del traffico per infrazioni del codice della strada, che riguardano anche gli utenti multati a causa delle strisce blu. Succede infatti che i multati, nonostante effettuino regolare pagamento, si vedono recapitare a casa una Raccomandata inviata dal Comando della Polizia Locale con il quale gli viene intimato nuovamente il pagamento della multa. La situazione è particolarmente gravosa per gli utenti che si vedono elevare la multa per colpa delle “strisce blu” perché oltre a dover pagare al Comune di Giarre la somma di 39,00€ o di 24,00€ (a seconda della tipologia di reato contestato), devono inoltre pagare la tariffa evasa di 7,70€ alla Giarre Parcheggi. Se poi ricevono la raccomandata da parte dell’ente Comunale, che chiede nuovamente il pagamento della multa, l’utente vive oltre al danno, la beffa. perché deve comunque dimostrare al Comando della polizia Locale la ricevuta del pagamento. Pensiamo al fatto che gli utenti malcapitati siano anche provenienti da fuori. Devono tornare a Giarre per esibire la ricevuta di pagamento? Si, anche se possono mostrarla anche a mezzo posta elettronica (sebbene l’avviso sia sprovvisto di numero telefonico e di indirizzo e-mail). Altro aspetto: l’invio a tappeto delle raccomandate rappresenta un ulteriore costo a carico della collettività (cioè lo paghiamo noi) poiché anche in questo caso tale costo non è comprensivo nell’appalto delle poste private (per il quale l’ente paga già circa 60.000 € l’anno). A proposito ne parliamo con il Commissario della Polizia Locale, al quale chiediamo: “Quali sono le ragioni per cui il Comune di Giarre chiede il pagamento delle multe nonostante siano state già pagate?”.  “Si premette che l’art. 38  della Legge 120/2010 – ci dice il Dott. Salvo Di Paola – ha accorciato  i tempi per la notifica della cosiddetta “multa”. Prima l’organo di Polizia aveva 150 giorni a disposizione dall’accertamento dell’infrazione per recapitare il verbale. A partire invece dal 14 luglio 2010  i giorni per la notifica sono stati dimezzati scendendo a 90 giorni. Ciò premesso, è ormai noto che, per i verbali, le notifiche al domicilio sono valide solo se effettuate dal servizio postale “tradizionale”. Le complesse formalità previste dalla legge n. 890/1982 costituiscano una attribuzione esclusiva degli uffici postali. Questa Polizia Municipale perciò si avvale all’uopo del servizio SIN per la notifica delle violazioni al Codice della Strada. Attraverso un protocollo di scambio sicuro, Poste Italiane riceve in formato digitale le comunicazioni da spedire, che vengono stampate e postalizzate. I relativi file vengono periodicamente trasmessi con congruo anticipo rispetto alla data di scadenza per permetterne la lavorazione. Allorquando – continua Di Paola – l’utente provvede al pagamento della sanzione dopo i 15 giorni indicati nell’avviso, la relativa ricevuta perviene all’ufficio certamente dopo la spedizione telematica del relativo verbale. Si aggiunga poi che molte ricevute presentano nella causale solo la motivazione “verbale” senza nessun indizio che permetta di risalire all’avviso connesso (targa, numero accertamento, ecc.) oppure, per mero errore, vengono versate su un CCP diverso (Giarre Parcheggi) o addirittura al Comune di Catania nel caso di pagamento presso tabaccherie e bar abilitati. In altri casi lotti di pagamento pervengono in data successiva al confezionamento telematico dei verbali per la spedizione in considerazione dell’accorciamento dei tempi perentori di notifica dettate dalla già citata Legge 120/2010. In ogni caso l’utente che ha regolarmente provveduto al pagamento nei termini non è mai stato costretto a corrispondere anche le spese di notifica semplicemente esibendo la relativa ricevuta”Quanto detto dal competente Commissario Di Paola ci porta a pensare che l’utente che provvede al pagamento entro 5 giorni, non solo può risparmiare il 30% della somma dovuta secondo quanto previsto dal recente provvedimento del governo (D.L. 21 giugno 2013 n°69 convertito in legge) ma potrebbe perfino evitare la ricezione dell’avviso. Eppure è accaduto il caso di un utente che si è visto elevare la multa per il mancato rinnovo del tagliando e che, pur avendo pagato la multa a mezzo bonifico bancario entro 4 giorni direttamente presso la banca che svolge il servizio di tesoreria del Comune, indicando targa e numero di verbale nella causale, si è visto raggiungere, peraltro fuori dai termini di legge (oltre 180 giorni), dall’avviso del Comune di Giarre ed è stato “costretto” a dimostrare l’avvenuto pagamento. Vogliamo augurarci che il ricevimento di questo avviso rappresenti una sfortunata eccezione a quanto sopra dichiarato dal Commissario interpellato. E’ evidente inoltre che qualche soluzione bisognerà pur trovarla poiché nasce il dubbio nel rapporto tra costi sostenuti dall’ente per l’invio dei verbali ed i benefici legati a tale attività, senza considerare che la tale avviso implichi, oltre ad un disservizio per l’utente, un costo anche in termini di tempo per chi deve trasmettere i dati per l’emissione dell’avviso. Ulteriore conseguenza è quella che il tempo impiegato per tale operazione potrebbe essere utilizzato per offrire altra utilità alla collettività. La soluzione certamente potrebbe arrivare dal miglioramento della comunicazione tra la banca che riceve il pagamento e l’ente che deve accertare il pagamento e che, per questo motivo, deve avere visione in tempi più ristretti rispetto al passato, nella causale del bonifico, del numero di targa e del numero di verbale. Siamo certi che oggi esistono i mezzi per farlo. L’obiettivo, nel prossimo futuro, è tornare sull’argomento e cercare la disponibilità alla soluzione sia da chi ha responsabilità amministrativa, sia da chi ha quella politica. Sarebbe piacevole, oltre che opportuno, per il bene della collettività, che anche per questo argomento possa il nostro Sindaco esclamare: “Io l’ho fatto!”.

Castorina Armando